CAMPOFORMIDO (Ud) – Non si stanca mai, da dieci anni, di alzare la voce e denunciare i danni del gioco d’azzardo e soprattutto dell’azzardo “legalizzato” dallo Stato. L’associazione A.Gi.Ta., nata e cresciuta a Campoformido, in provincia di Udine, non ha finito di sparare le cartucce nella battaglia contro questa dipendenza che, a differenza di alcol e droga, non è contrastata in nessuna maniera da un punto di vista legislativo. Come ogni anno torna a parlare nel corso del convegno dedicato all’approfondimento con testimonianze ed esperti (domenica 12 ottobre dalle ore 9).
All’associazione parlano sarcasticamente di “tassa statale volontaria” per riferirsi alla mania del Lotto, Superenalotto, Gratta e Vinci: tutti “giochi” che creano dipendenza e che portano moltissimi soldi nelle casse statali. Un dato su tutti: nel 2007 sono stati spesi complessivamente per l’azzardo 40 miliardi di euro (si stima che saranno 50 miliardi a fine 2008). “Contando che ci sono oltre 22 milioni di famiglie in Italia, si capisce con un semplice conto che ognuna di esse ha speso in media 1.800 euro in giocate di vario tipo in un anno – spiega il vicepresidente di A.Gi.Ta. Maurizio Cechet -. Questo vuol dire che per una famiglia che non gioca, un’altra avrà speso il doppio”. I soldi spesi “giocando” sono pressoché equivalenti a quelli spesi annualmente in Italia per le automobili, il cui mercato nel 2007 si è assestato a quota 47 miliardi di euro.

Di fronte a questi dati, Rolando De Luca, psicologo psicoterapeuta responsabile del centro di terapia di Campoformido, oppone quelli di tanti anni di attività spesi nel salvare tante persone che “una volta conclusa la terapia sviluppano un odio verso il sintomo e cambiano stile di vita. Noi da 15 anni partiamo dal sintomo, cambiamo le persone, lavoriamo per i figli che non partecipano alle terapie e salviamo i nipoti che devono ancora nascere. Sono state 84 le persone che hanno concluso la terapia, di cui 30 giocatori e 54 familiari”. E ammette: “E’ difficile entrare in terapia perché, come nelle altre dipendenze, non ci si rende conto di avere bisogno di aiuto. Ma in questi anni abbiamo ridotto le fughe dal 70% iniziale al solo 6%”.

Dal sindaco di Campoformido Andrea Zuliani arriva la richiesta di intervento da parte del legislatore per contrastare un fenomeno preoccupante e in crescita. Impossibile non finire a parlare del dibattito sull’apertura di un casinò in Friuli Venezia Giulia, per catturare quella clientela che attualmente si reca in Slovenia. Dannosissimo, secondo l’associazione, il pensiero di aprire una tale struttura che servirebbe solo a far cadere nella rete tutti quei giocatori potenziali che attualmente non affrontano il viaggio oltreconfine. Ma il casinò è solo una minima parte del problema, che incide solo per un miliardo e mezzo sul totale. Il problema maggiore sono le lotterie che spopolano in ogni edicola, bar, tabaccaio e le new slot (quelle nei bar, ndr), che con il pensiero dei soldi facili attirano un pubblico sempre più giovane. “La diffusione in internet – aggiunge De Luca – è stata il superamento di un limite che non si sarebbe dovuto varcare. Adesso è tardi, ma non sta a noi cambiare le cose: ci sono le istituzioni per questo”.