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Messaggero Veneto
13 giugno 2001
In campo contro il bingo
Iniziativa degli ex giocatori d'azzardo
«Il Bingo rappresenta un pericoloso gioco d’azzardo per le famiglie italiane». A denunciarlo, attraverso il Sevizio informazione religiosa della Chiesa italiana, è l’Associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie, che ha sede a Campoformido, il quale vorrebbe bloccare l’annunciata apertura delle sale per il Bingo. Secondo il sodalizio, che ha organizzato un convegno proprio nella cittadina del Trattato (l’appuntamento è previsto venerdì 15 giugno alle 18.30 nella sala consiliare), scommesse legalizzate come il Bingo, sono destinate a «creare una vera e propria dipendenza psicologica nei confronti dell’azzardo che non giova certamente alla situazione economica dei giocatori». Difficile, infatti, immaginare – si legge nel comunicato dell’associazione – aspetti positivi di giochi che, derogando tutto «ai famosi colpi di fortuna», alimentano «una falsa speranza che, come una droga, lungi dal risolvere i problemi, forse contribuisce ad accrescerli e a perpetuarli». Il convegno di venerdì è stato organizzato dall’associazione, che ha sede a Campoformido, e dalla Caritas diocesana di Udine, con il patrocinio del Comune e dell’Alea. L’appuntamento ha proprio lo scopo di confrontarsi sulle conseguenze derivanti dalla prossima apertura in Italia delle sale Bingo. Nel corso degli ultimi anni il gioco d’azzardo è diventato anche in Italia un’attività di massa di enormi proporzioni economiche e sociali. Basti pensare che nel 2001 tra gioco legale e illegale, si spenderanno nel nostro Paese oltre 50 mila miliardi. Venerdì, dopo il saluto del sindaco ci saranno alcune relazioni. Parleranno don Luigi Gloazzo (direttore della Caritas), Rolando De Luca (psicologo e psicoterapeuta), Maurizio Fiasco (sociologo); ci saranno poi le testimonianze di ex giocatori.
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