Le edicole con le schedine del Totocalcio, del Lotto e del Superenalotto, i bar con le macchinette e i videopoker. Ma anche i pub e i supermercati con i tagliandi del Gratta e vinci. «Oggi l’azzardo dei friulani è dappertutto». Persino in ufficio e nel soggiorno di casa. Perché per diventare un giocatore abituale non serve più andare al casinò o nelle sale scommesse dedicate alle corse dei cavalli. Basta collegarsi a Internet, dove i siti specializzati sono decine. Questo l’allarme lanciato ieri dall’Associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie (Agita). «Ormai la guerra è persa – ha detto il responsabile del centro di terapia per ex giocatori d’azzardo di Campoformido, Rolando De Luca –, basti pensare che soltanto l’azzardo pubblico in Italia ha registrato nel 2007 una raccolta di oltre 42 miliardi di euro (oltre 80 mila miliardi delle vecchie lire). Il che significa che ogni famiglia spende ogni anno circa 2mila euro in giochi d’azzardo di vario genere. Senza tenere conto di tutto il movimento legato all’azzardo che non rientra nel circuito riconosciuto dallo Stato. E in Friuli ci sono anche i casinò della vicina Slovenia. Quindi la cifra è ancora più alta. Ed è destinata a salire: con Internet è caduta l’ultima frontiera». Secondo lo psicologo e psicoterapeuta De Luca quello di Internet è un confine che non si doveva varcare. «Purtroppo i dati parlano chiaro – spiega -. Oggi al centro abbiamo in cura circa 200 persone di cui 100 giocatori e altrettanti familiari. Tra questi le percentuali di chi si è trovato in serie difficoltà senza andare al casinò è in costante aumento». Segno che sta cambiando la tipologia del giocatore abituale. Perché le occasioni per giocare o scommettere sono sempre di più. «E si tratta sempre di azzardo – sottolinea De Luca -. Il Lotto e il Superenalotto sono azzardo puro. Ci sono persone che arrivano a giocarsi ogni volta centina di euro. Magari per tre volte alla settimana. Entrando in una spirale molto pericolosa dalla quale difficilmente si esce senza un aiuto specifico come quello che cerchiamo di offrire qui». Sono già 84 le persone (30 giocatori accompagnati dai rispettivi familiari) che hanno frequentato la terapia di gruppo contro la dipendenza da gioco d’azzardo e che sono uscite dal tunnel. Oggi a Campoformido ci sono 10 gruppi di terapia e circa 200 pazienti. Numeri che secondo De Luca sono destinati ad aumentare. Basti pensare che in città ci sono 7 negozi di scommesse sportive, 9 centri di scommesse ippiche, due agenzie, una sala bingo, 74 ricevitorie del Lotto e quasi 700 macchinette: una vera e propria esplosione che sul territorio nazionale lo scorso anno ha portato a un incremento degli incassi del 127% nel triennio 2004-2006. E Udine non fa eccezione. Se non è febbre da gioco, insomma poco ci manca. «E quella della dipendenza – sottolinea De Luca – è una malattia pericolosa che finisce col rovinarti la vita».