In prevalenza maschi, tra i 40 e I 50 anni e lavoratori: sono i giocatori d’azzardo supportati nella struttura di Campoformido che, da oltre 15 anni, opera con terapie di gruppo in questo ambito. Ma qual è l’identikit del giocatore in cura a Campoformido? Dai dati aggiornati al 30 settembre, sui 200 partecipanti alle terapie, è emerso che ben l’88 per cento è friulano e che solo il 29 per cento non vive in coppia. Per quanto riguarda l’istruzione, invece, il 9 per cento possiede la licenza elementare, il 42 per cento quella media, il 46 per cento il diploma e il tre per cento la laurea.
Il gioco d’azzardo sembra essere soprattutto una passione maschile. L’86 per cento dei giocatori in terapia, infatti, appartiene al sesso forte, anche se negli ultimi anni c’è stata una maggiore richiesta di aiuto da parte della popolazione femminile. Un dato da sottolineare, poi, è come l’età media delle signore sia più alta di quella degli uomini: 53,4 anni rispetto ai 46,5. Non mancano, però, anche i giovani in terapia, con un cinque per cento che non arriva ai trent’anni. Il 28 per cento, invece, è tra i 30 e i 40 anni, mentre un altro 28 per cento va dai 40 ai 50 anni, il 26 dai 50 ai 60 e il 13 per cento è di ultrasessantenni. Uno dei dati significativi, poi, è che tra i giocatori in cura non c’è nessun disoccupato. Oltre la metà, infatti, è composta da lavoratori dipendenti, un 19 per cento è autonomo, il 17 per cento pensionato e il 3 per cento casalinga.
Quella dei giocatori che si rivolgono al centro di terapia di Campoformido è una popolazione che condivide il problema con i familiari: ben l’88 per cento dei partecipanti, infatti, si reca agli incontri con un parente. Il lavoro svolto a Campoformido sta portando buoni risultati. Nonostante un 50 per cento dei giocatori abbia ammesso di aver avuto una ricaduta e si è registrato un sei per cento di abbandono della terapia nel 2007/2008, il 90 per cento non gioca più d’azzardo. Un ottimo risultato è rappresentato anche dalle 84 persone, tra giocatori e familiari, che hanno concluso il naturale ciclo della terapia e sono usciti dal centro di Campoformido senza il problema con il quale erano entrati e ricostruiti sia nella persona che nel contesto familiare. Di gioco, che nel 2007 in Italia, per quanto riguarda l’azzardo pubblico, ha registrato una raccolta di oltre 42 miliardi di euro, si parlerà il 12 ottobre, nel centro polifunzionale di Campoformido. Prenderà il via alle 9, infatti, il terzo convegno nazionale promosso da Agita, l’Associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie, con diversi patrocini, tra i quali quelli della Regione Fvg e della Provincia di Udine, e il sostegno della Fondazione Crup. Il convegno, aperto a tutti e intitolato “La terapia di gruppo nella dipendenza del gioco d’azzardo prima, durante e dopo un lungo percorso terapeutico. Valutazioni di psicoterapeuti e riflessioni di ex giocatori di azzardo e loro familiari”, prevede anche la presentazione del libro “Mi gioco la vita” di Silvana Mazzocchi e le testimonianze delle famiglie che hanno concluso da anni la terapia di gruppo a Campoformido.