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Il Piccolo
12 ottobre 2008
Azzardo, dal gioco alla patologia
di Stefano Bizzi
Secondo le statistiche, la percentuale degli adulti che giocano d'azzardo varia dall'1% al 3%. Il numero preciso è impossibile da stabilire anche perché non tutti lo fanno nelle case da gioco. Il 70%, anzi, gioca fuori dai casinò. Scommesse, totocalcio, lotto, superenalotto, vidoepoker, gratta&vinci possono diventare un'ossessione tanto quanto il tavolo verde. Il gioco non è riconosciuto ufficialmente come una malattia, ma di fatto, quando supera una certa soglia, sfocia nella patologia. Le storie di dipendenza sono tante e diverse e al Poliambulatorio «Zdirastveni dom» di Nova Gorica è attivo un consultorio dove due volte la settimana (martedì 8-13, mercoledì 13-20) riceve anche il dottor Bernardo Spazzapan, già responsabile del dipartimento per le dipendenze dell'Azienda sanitaria Isontina. «Insieme alla Hit abbiamo attivato un telefono amico e preparato opuscoli informativi - racconta il medico goriziano -. Il settore del gioco d'azzardo è un far west. Ci sono isole del gioco sempre diverse e nuove. È un campo in continua evoluzione e non si può nemmeno immaginare quante siano le persone che oggi giocano via internet. L'ambulatorio rappresenta una prima risposta. Al Sert di Gorizia, ora, al mio posto, c'è un operatore, ma in Italia non c'è sufficiente attenzione. Tutto è lasciato all'iniziativa dei singoli. L'azzardo è in mano ai Monopoli di Stato: lo Stato dovrebbe garantire anche un'adeguata risposta sanitaria». Intanto, anche il gioco d'azzardo on-line è diventato legale. Per quanto concerne il Goriziano, Spazzapan ricorda: «In tutte le dipendenze più occasioni di consumo ci sono, più dipendenza c'è. Per questo in regione siamo più colpiti che in altre aree del Paese. Anche la Slovenia, che all'inizio pensava che con le case da gioco avrebbe solo incassato, ora si trova con un problema da affrontare. Guadagnare tanto in poco tempo e senza fatica è impossibile. Di recente abbiamo ottenuto che sui biglietti d'ingresso della Hit venisse scritto che il gioco può creare dipendenza». Oggi a Campoformido si terrà il terzo convegno nazionale sul tema. Il titolo è «La terapia di gruppo nella dipendenza da gioco d'azzardo prima durante e dopo un lungo percorso terapeutico: valutazioni di psicoterapeuti e riflessioni di ex giocatori d'azzardo e dei loro familiari». A organizzarlo è l'Agita (Associazione ex giocatori d'azzardo e loro famiglie), la Caritas e la Consulta antiusura. A Campoformido è operativa una struttura terapeutica che supporta dieci gruppi e un centinaio di famiglie. «Molti chiedono informazioni - aggiunge Spazzapan -, ma pochi arrivano al trattamento».
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