Saranno due le sale in provincia di Pordenone per il Bingo, il nuovo gioco che promette di attirare moltissimi giocatori alla ricerca della combinazione giusta per cancellare i quindici numeri sulla cartella. Una prospettiva che ingolosisce lo Stato, che ha messo a gara la realizzazione delle agenzie, non altrettanto gli ambienti cattolici. Sul numero in edicola in questi giorni de “Il Popolo”, settimanale della diocesi di Concordia-Pordenone, appare un servizio di Lino Colle, nel quale si lancia l’allarme sullo “Stato biscazziere” e sulla dipendenza dal gioco. «Con una proposta che si aggira sui 60 mila miliardi di lire tra gioco legale e illegale – sostiene Rolando De Luca, psicologo e psicoterapeuta uduinese – mettiamo in moto una inesorabile macchina che porterà inevitabilmente alla dipendenza dal gioco. L’esperienza del video-poker insegna». Nell’articolo de “Il Popolo” si sottolinea che il gioco del Bingo rischia di creare dipendenza, ma anche situazioni poco chiare. «A Pordenone per esempio – scrive il settimanale diocesano – l’Assocroupier, l’associazione di categoria aderente alla Confesercenti, ha promosso un corso per le figure professionali che potrebbero operare in questo settore. Durava 40 ore, dal costo di un milione circa. Su internet di trovano proposte similo dal costo di oltre sei milioni. Anche questo fatto lascia alquanto perplessi». L’organo di informazione ricorda, inoltre, l’organizzazione da parte della Caritas di Udine e dell’associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie di un convegno intitolato evocativamente “Il Bingo: un gioco d’azzardo per le famiglie italiane“.