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Messaggero Veneto
12 marzo 2009
E’ folle cercare schemi per vincere
L’esperto: sono inforndate le convinzioni di quanti si affidano ai calcoli
di Irene Giurovich
Non esiste alcuna legge nell'azzardo. Perché il caso, ovviamente, non può essere regolato da alcuna norma. Peccato, però, che normalmente quanti giocano d'azzardo tentino di dedurre dalle situazioni dei numeri precedenti una qualche legge del caso. A spiegare ai giocatori o a quanti sono tentati dal gioco la casualità che domina questo universo, è il docente ordinario di Analisi matematica della Facoltà di Scienze nell'Ateneo di Udine, Carlo Cecchini, laureato alla Normale di Pisa. “Quando si parla di probabilità – premette il matematico – si parla di usare in modo ottimale dei dati non sufficienti per decidere in modo perfetto”. Un esempio? Prendiamo il lotto, ma il paragone è estendibile a qualsiasi altro gioco d'azzardo. “Anche se conoscessi le condizioni delle palline, le rotazioni dell'urna, come viene inserita la mano, non potrei comunque scrivere il moto del sistema perché si tratta di un'equazione troppo complessa”. Morale: “Non possiamo prevedere nulla”. Di statistico non c'è l'ombra; di probabilistico nemmeno. Cecchini, con la sua relazione, si prefigge di cercare di smontare le convinzioni di gran parte dei giocatori tipo: “Non si possono fare calcoli. Tutto dipende dal caso”. A nulla serve, quindi, arrovellarsi su schemi, su numeri che non sono usciti per tot volte e, quindi, dovrebbero tornare sulla 'piazza'. Secondo gli ultimi dati forniti dall'Agita sul campione da loro osservato, il 27% dei giocatori frequenta il casinò; il 18% gioca alle new slot (ex videopoker), il 18% al lotto, il 12% al superenalotto; l’ 8% al grattaevinci; il 6% alle corse di cavalli e ancora; il 3% frequenta le Bische ; il 2% gioca al Totocalcio; il 2% investe in borsa e l’ 1% gioca al Bingo. Il restante 3% infine si dedica ad altri giochi (totogol, scommesse). Solitamente chi gioca d’azzardo si dedica a più di una tipologia di gioco; in particolare, secondo i dati: il 38% dei giocatori si dedica ad un solo tipo di gioco, il 45% pratica da 2 a 3 giochi differenti e il 12% da 4 a 5; solo il 5 % ammette di giocare a più di cinque tipi di gioco. I giocatori provengono per l’ 88 % dalla nostra Regione, per il restante 12% da altre Regioni. L’ 86% dei giocatori in terapia è costituito da maschi, il 14% da femmine. Il 5 % dei giocatori ha meno di trent’anni, il 28% fra i trenta e i quaranta, il 28% va dai quaranta ai cinquant’anni e il 26% ha tra cinquanta e sessant’anni; il 13% è over sessanta. Il 55% dei giocatori è costituito da lavoratori dipendenti, il 19% da lavoratori autonomi, il 17% da pensionati, il 3 % da casalinghe. Il 9 % è in possesso della licenza elementare; il 42 % della licenza media; il 46% di un diploma e il 3% di laurea.
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