Ecco le illusioni, le autoconvinzioni, e poi il baratro, la spirale dei debiti in cui si scandisce la vita di un giocatore. Una testimonianza di una persona che ha tentato di uscire dal vortice dei casinò avvicinandosi all'Agita che ha fornito una scialuppa di salvataggio. “Il mio problema maggiore – racconta - è stato non quando giocavo, ma quando mi sono reso conto che mi stavo giocando i figli, che stavo sperperando parecchi soldi. Il problema è stata la spirale dei debiti, la spirale delle menzogne con la famiglia, con gli ex amici (perché dovevo loro dei soldi)”. Quel mondo adesso è lontano. Fa repulsione. “Ora, quando vado nei locali, m'infastidiscono tutte le cose che portano alla dipendenza da gioco. Vedo i videopoker, mi viene spontaneo dire al barista: “Guarda che stai facendo del male a qualcuno”. All'epoca dei fatti, questo ex giocatore friulano aveva chiesto una mano all'amministrazione pubblica e all'Agita. Ha domandato un sussidio. E' arrivato. In parte i debiti contratti vennero saldati. Ma poi i soldi servirono per fare altri debiti di gioco. “Mi sono trovato senza gas, al freddo e senza poter cucinare”. Poi il desiderio di ricostruire tutto dall'inizio, una vera vita.
Un'altra testimonianza, questa volta di una mamma di un ex giocatore. Cadute e risalite. “Mio figlio aveva perso tutto, famiglia, lavoro, amici e ha avuto danni in conseguenza del gioco. Si è trovato, in momenti di disperazione, a non avere più fiducia e stima di sé. In seguito ai consigli di persone esperte, ha cercato di frequentare il gruppo. Io, come mamma, ho deciso di sostenerlo. Avevo capito che da solo non arrivava a ricostruire veri rapporti. Il primo periodo è stato difficile, ma le esperienze vissute dalle persone lo hanno aiutato a riconquistare fiducia in se stesso e ad affrontare, giorno dopo giorno, il problema, per intraprendere un cammino di cambiamento e crescita”.