Un laccio che ti soffoca. Un vortice che finisce per risucchiare familiari, parenti, salute e lavoro. Si chiama azzardo. In vertiginosa crescita negli ultimi mesi, proprio quelli che coincidono con la crisi più spietata. “L'azzardo di Stato è in aumento; le persone stanno buttando via i soldi nell'azzardo e l'economia che arranca va ancora più giù”, dichiara lo psicoterapeuta Rolando De Luca, responsabile dell'Associazione ex giocatori d'azzardo e loro famiglie (Agita) che fotografa la situazione registrata nell'ultimo periodo di attività.
L'80 per cento delle persone in Friuli stringe contatti con il gioco: punta, scommette, compra i gratta&vinci, compila schedine. Ma soltanto una parte cade nella deriva patologica. De Luca, alla cui associazione nata 15 anni fa si rivolgono uomini e donne da tutto il Friuli Venezia Giulia e da altri territori d'Italia, ipotizza, con una stima che dichiara essere al ribasso, che ci siano fra le 10 e le 15 mila famiglie che hanno instaurato una relazione patologica con il gioco. E se si inseriscono queste cifre dentro la mente del giocatore-tipo, abituato a calcolare le probabilità e le uscite di numeri o di quadranti sulle slot machines, ci si ritrova a fare i conti con un'illusione, dal momento che a reggere questi presunti calcoli altro non è che il puro caso, come spiega l'esperto Carlo Cecchini che questo venerdì, 13 marzo, alle ore 20, parlerà sul tema “Il caso ha delle leggi?” (Centro Polifunzionale a Campoformido, appuntamento organizzato da Agita, Caritas e Consulta nazionale antiusura).
E' una lotta impari. “L'azzardo si vende dappertutto e viene incentivato in tutti i modi; è più facile scommettere che spedire una raccomandata”, asserisce sarcastico De Luca, assai preoccupato per l'incremento dei giocatori che in Friuli stanno scommettendo via web. “Con il gioco attraverso Internet – spiega lo psicoterapeuta che segue attualmente 200 fra familiari e giocatori divisi in 10 gruppi di terapia - è stata scavalcata l'ultima frontiera”. Iniziano ad affluire al Centro persone che sono cadute sul terreno patologico a causa delle puntate virtuali, ma assai reali, perché le carte prepagate che mangiano il conto corrente non sono di certo irreali. In terapia ci sono anche dei giovanissimi, minorenni, inciampati nella trappola della Rete, con i suoi tavoli verdi virtuali, le slot sullo schermo e i videopoker a portata di mouse. “Cominciano ad arrivare le prime richieste di aiuto da parte di genitori che si ritrovano con figli che giocano online”. “Fra 5-6 anni – pronostica lo psicoterapeuta – schizzerà in alto la domanda di help da parte di chi si è invischiato con l'azzardo online”. E sempre fra 5, massimo 7 anni, “l'azzardo di Stato (lotto, superenalotto, gratta&vinci, etc) avrà superato la percentuale di quanti azzardano nei casinò oltreconfine”.
Intanto, i successi di chi è impegnato a curare questi 'malati da gioco' arrivano. E proprio ai successi è dedicato il futuro convegno che si terrà a Campoformido l'11 ottobre: si parlerà dei risultati post terapia, e specificamente delle 100 persone curate dal 2003 al 2009, o meglio di 100 che hanno vinto la scommessa decisiva, quella contro il gioco (per contatti, www.sosazzardo.it, agita@sosazzardo.it; 0432728639).