Tutto legale. Scommesse sotto controllo. Alla crescita del gioco di Stato ha fatto da contraltare la decisa contrazione del filone illegale, che pure era presente nella nostra regione. L’ultima grande operazione condotta dalla Guardia di finanza di Udine risale ormai al 2005, quando i finanziari hanno disarticolato un sodalizio criminale, operante sull’intero territorio nazionale, specializzato nel gioco on line, con lo schermo di una società off-shore. Le complesse indagini condotte dalle Fiamme Gialle udinesi del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza, coordinate dalla Procura della Repubblica di Udine, avevano consentito di accertare l’operatività “in rete” di una società estera, apparentemente con sede in paradisi fiscali, ma in realtà riconducibile ad un circolo culturale” friulano, che aveva escogitato,un sofisticato sistema per condurre lucrative attività abusive di gioco d’azzardo, realizzate mediante l’impiego di tessere dotate di microchip denominate, caricabili, tramite specific lettore, con banconote ditaglio da 5 a 50 euro. Le cards venivano poi utilizzate in apposite postazioni, denominate “chioschi multimediali”, distribuiti presso bar, circoli culturali e sale giochi, dotati di specifici lettori e software in grado di consentire il diretto, immediato accesso internet al sito della società estera. Che il Friuli Venezia Giulia sia terra difficile per chi sfrutta il gioco illegale lo dimostra anche un’altra operazione, compiuta dalla Compagnia della Guardia di finanza di Cervignano, nell’ambito di un’operazione di polizia economico-finanziaria e resa nota a fine ottobre 2008. In questo caso, le Fiamme gialle hanno effettuato alcuni controlli nei confronti di esercizi commerciali operanti nell’area della “Bassa Friulana”, in provincia di Udine. Nei primi interventi erano stati sottoposti a sequestro ben 22.000 tagliandi in tutto simili ai “gratta e vinci” autorizzati, e denunciate 6 commercianti della zona, un loro fornitore di Udine e i rappresentanti legali di 5 società emittenti tali giochi, aventi sede in diverse parti d’Italia.
Più cresce il gioco d’azzardo, maggiori sono i problemi da affrontare perché qualcuno non resiste. Invece di tentare semplicemente la fortuna, si lascia travolgere, trascinando con se affetti e sostanze. “Cominciamo con chiamare il fenomeno con il suo nome - ci dice senza troppi giri di parole Rolando De Luca, psicologo e psicoterapeuta, responsabile del Centro di terapia di Campoformido, dove da dodici anni si occupa dei giocatori patologici - ovvero azzardo, lasciando da parte il termine gioco. I dati sono evidenti: il livello di disagio sociale cresce di pari passo con l’aumento dell’offerta. E dato che in questi anni, le occasioni di azzardo si sono moltiplicate, è purtroppo inevitabile che si verifichi un aumento delle persone che chiedono di essere curate, provenienti anche da fuori regione.
L’ultima spiaggia
Il problema è che spesso, quella di rivolgersi al Centro rappresenta per molti l’ultima spiaggia quando ormai la situazione loro e dei loro famigliari è divenuta insostenibile. Ciò che è paradossale, nonostante i ripetuti allarmi lanciati da chi si occupa del problema, è che si continui ad accrescere l’offerta di azzardo e che qualche politico insista nel proporre l’apertura di nuovi casinò”. L’idea di costruire nuove sale da gioco non è nuova. L’ultima proposta, in ordine di tempo, è quella fatta niente di meno che dal presidente del Senato Schifani, ma nella nostra regione, qualche anno fa, a supportare la loro realizzazione era l’onorevole Manlio Collavini, convinto che soltanto in questo modo fosse possibile rompere l’accerchiamento delle case da gioco slovene, cercando anche di tenere sotto controllo il fenomeno e la conseguente emorragia di denaro.
Rischio on line
Si tratta in fondo della stessa filosofia che ha condotto sotto l’ala protettiva dei Monopoli di Stato il gioco on line, possi- bile dallo scorso anno e che sta crescendo a ritmi vorticosi, tanto che nel 2009 si punta a una raccolta di oltre 2 miliardi di euro. “Molti clienti - ci racconta il gesture di una sala Internet - giocano abitualmente on line, soprattutto a poker, nella versione Texas hold’em. Io credo che la propensione al gioco d’azzardo ci sia sempre stata, ma che il fatto di averlo legalizzato permetta, quanto meno, l’emersione del fenomeno. Ci sono due tipi di clienti: gli amatoriali che giocano al Massimo 20 euro nel corso di una serata, e quelli che definisco professionisti. Sono capaci di iscriversi anche a una decina di tavoli contemporaneamente, e stanno al terminale anche per otto ore consecutive. In genere, quello che ha esperienza capisce quando è ora di smettere perché non è la serata buona e così evita di perdere troppo”. Alla fine, se invece di spegnere tutto si insiste, se ne vanno in fumo centinaia di euro. Il problema è che il gioco on line sta prendendo rapidamente piede perché ormai quasi tutte le nostre case hanno il collegamento a Internet e molti trovano tra le mura domestiche il coraggio di giocare che altrimenti non avrebbero in altri luoghi, diventando presto giocatori compulsivi. Pare anzi che siano soprattutto le donne la categoria più interessataa questo nuovo tipo d’azzardo.
Basta pubblicità
Quanti si occupano del disagio sociale provocato dal fenomeno chiedono che I giochi non siano pubblicizzati e che l’offerta sia diminuita drasticamente pena il progressivo impoverimento economic generale, ma pare difficile che queste loro proposte siano accolte perché il gioco d’azzardo legalizzato resta comunque un affare per le esauste casse statali. Un solo dato, a fronte della marea di numeri snocciolati dalle statistiche può dare un po’ di speranza in più a chi spera che la gente non si faccia accecare dalla caccia alla fortuna: il Friuli Venezia Giulia per spesa procapite (calcolata sui maggiorenni) è tra le ultime regioni italiane con i suoi 688 euro, contro gli oltre mille della Lombardia e del Lazio. Almeno ogni tanto, un po’ di buon senso non guasta.
Niente Adrenalina Prego
Relax con il bingo
Quando, qualche anno fa, hanno aperto le sale Bingo, sembrava che si trattasse della classica gallina dalle uova d’oro. All’inizio, in effetti, c’è stato l’assalto, ma ora il fenomeno sembra essersi assestato, sebbene I frequentatori non manchino nelle sei sale presenti in regione. In genere il Bingo lo preferisce chi non ama rischiare eccessivamente e vuole tentare la fortuna cogliendo anche l’occasione per rilassarsi un po’, come ci fa notare un cliente incontrato in una delle due strutture presenti in provincial di Udine. Le palline dei numeri estratti appaiono una dopo l’altra in rapida succession sugli schermi dei quali è costellata la sala. L’atmosfera è tranquilla, sembra quasi di assistere a una tombola giocata in famiglia anche se gli spazi e le attrezzature a disposizione sono di ben diverso livello: “Io ci vengo una volta alla settimana ci spiega il giocatore - al Massimo per un paio d’ore. Con il Bingo è difficile farsi del male, perché se proprio va storta si spendono al massimo una trentina di euro”.Continuano ad accendersi numeri sul tabellone e qualcuno urla “Bingo!”. Al nostro giocatore non resta che raccogliere la cartellina sulla quale era rimasta un’ultima casella senza la croce, e che poco prima aveva girato con rito scaramantico, per metterla da parte. L’assistente di sala è li accanto, pronto a proporre qualche nuova cartella. Si passa da un euro a tre, ma questa volta il nostro interlocutore decide di mollare: “Per stasera basta così, è ora di andarsene a casa”. L’ammontare delle vincite dipende dal numero di cartelle in gioco. mentre assistiamo all’estrazione una cinquina vale poco più di un euro e il bingo poco meno di 10 euro, ma le cartelle giocate sono davvero poche. I premi aumentano rapidamente quando la sala è piena e le cifre si declinano nell’ordine delle centinaia di euro, fino al SuperBingo che vale alcune migliaia di euro. Ma per chiamarlo, bisogna annerire tutte le caselle prima del quarantesimo numero estratto. La sala è molto più frequentata nel fine settimana, ma è evidente che questo tipo di gioco tiene lontani quanti cercano nell’azzardo cercano vincite più alte e brividi maggiori, nonostante le conseguenze.