Nel leggere le statistiche relative al gioco nella nostra regione, viene quasi voglia di dare ragione a chi afferma che, in giro, di soldi ce ne sono ancora, nonostante tutto questo gran parlare di crisi. Si tratta però di una lettura sommaria. Perché nel 2007 i friulani hanno sganciato, alla disperata ricerca del colpo di fortuna, la bellezza di quasi 712 milioni di euro.Crescita continua Nel 2008 visto che su scala nazionale si è registrato un più 12 per cento, stando almeno alle proiezioni dell’Agipronew, una delle agenzie di informazioni che si occupano del settore, le giocate dei friulani dovrebbero toccare quota 800 milioni, ma qualcosa di certo si saprà ufficialmente soltanto a metà anno, quando i Monopoli di Stato diffonderanno dati specifici suddivisi per regione. “La crisi fa giocare di più - ci ha detto Paolo Franci, direttore di Agipronews - e la speranza di mettere tutto a posto con una bella vincita è forte”. E’ possibile tuttavia che la previsione si riveli un po’ troppo ottimistica, perché non tiene conto da un lato del fatto che la crisi economica spinge i giocatori tradizionali a spendere meno e dall’altro del fatto che negli utlimi mesi dell’anno si è ridotto il forte richiamo del Superenalotto. Tra l’altro, a meno che le nostre tasche non siano il pozzo di San Patrizio, I forti incrementi registrati per alcuni giochi dovrebbero ripercuotersi negativamente sulla raccolta in altri settori. Queste cifre, inoltre, si riferiscono esclusivamente al gioco legale, dal Superenalotto al gratta e vinci e non tiene conto delle somme spese oltre confine che, sebbene manchino dati ufficiali, sembrano essere decisamente elevate anche perché si parla di una cinquantinadi casinò dove i friulani spendono a getto continuo. Le statistiche raccontano che ogni friulano maggiorenne ha sganciato in media la bellezza di 688 euro nel 2007 e che questa già notevole cifra lieviterà a 770 euro nell’anno appena trascorso.
Agli ultimi postiAnche se le somme appena citate sembrano essere elevate, sono ben poca cosa rispetto al resto del Paese, tanto che la raccolta in Friuli Venezia Giulia è appena l’1,70 per cento del totale, che ammonta a quasi 42 miliardi di euro. Anche a voler confrontare la spesa procapite rispetto alla Lombardia, la regione più “generosa”, o spendacciona a seconda di come la si pensa al riguardo, si scopre che un friulano spende poco più di 550 euro contro gli oltre 870 euro del lombardo. Di fatto, la nostra regione si colloca al terz’ultimo posto, davanti soltanto a Basilicata e Cacausa labria, nella graduatoria della spesa individuale. Tra i giochi d’azzardo legalizzato che vanno per la maggiore emergono le macchinette elettroniche, ormai presenti ovunque, che hanno permesso di raccogliere nel 2007 407 milioni di euro: la provincia di Udine guida la classifica con oltre 183 milioni, seguita da Pordenone con quasi 100 milioni, Trieste con oltre 65 milioni e, infine, Gorizia che si attesta poco sopra i 58 milioni. Il lotto continua a calamitare l’interesse di molti giocatori e permette di raccogliere, sempre nel 2007, 113 milioni e 631 mila euro, rispettando la classifica già emersa nel caso delle slot machine. Nell’anno appena trascorso, tuttavia, il Superenalotto che nel 2007 ha raggiunto quota 46 milioni e 654 mila euro, ha fatto segnare un deciso increment della raccolta, complice l’interesse suscitato dalla presenza di un premio da oltre 100 milioni di euro, poi andato a fine ottobre a Catania. I friulani non hanno resistito alla forte tentazione sganciando un totale di 57 milioni e 189 mila euro, con un aumento di quasi il 24 per cento. A guidare la classifica è sempre Udine dove sono stati giocati tra Superenalotto e Superstar ben 24 milioni e 691 mila euro. Buoni introiti, superiori a quelli del Superenalotto, arrivano dal Gratta e Vinci, che, dopo un lieve appannamento segnalato negli anni scorsi, anche a Cacausa dell’aumento esponenziale dell’offerta, ha ripreso quota, forse anche perché i tagli disponibili sono cresciuti per valore della singola giocata e per monte premi disponibili. Nel 2007 in regione sono stati spesi 73 milioni e 689 mila euro (dato comprensivo anche delle varie lotterie) saliti a ben 91 milioni e 482 mila euro nel 2008, segnando di fatto un incremento di oltre il 24 per cento.
Non ci diamo all’ippicaLe scommesse dedicate all’ippica racimolano, sempre nel 2007, 32 milioni e 358 mila euro, ma questa volta a fare la parte del leone è Trieste, ovviamente grazie alla presenza dell’ippodromo. Nel capoluogo regionale sono stati giocati 18 milioni e 489 mila euro. Segue Udine con 7 milioni e 328 mila, Gorizia, con 2 milioni e 621 mila e Pordenone con 2 milioni e 284 mila euro, dove pare proprio che delle corse ippiche importi poco. Infine il Bingo. Nelle sei sale presenti in regione sono stati raccolti, nel corso del 2007, quasi 20 milioni di euro. In questo caso la classifica dei giocatori più assidui spetta ai pordenonesi che hanno sborsato 7 milioni e 548 mila euro, seguiti a poca distanza dagli udinesi con 7 milioni e 187 mila euro e dai triestini che hanno comprato cartelle per 5 milioni e 230 mila euro.
Le vinciteInteressante il dato relative alle somme che tornano indietro, disponibile per il gratta e vinci e per il Superenalotto. Per quanto concerne il Gratta e vinci degli oltre 91 milioni spesi ne sono tornati indietro sotto forma di vincite oltre 64 milioni. Decisamente meno prodigo il Superenalotto, dato che dei 57 milioni sborsati dai friulani, ne sono statirestituiti in vincite 16 milioni e 743 mila euro.
Dato discordantePer dovere di cronaca registriamo un dato contrastante rispetto alle stime su indicate. Secondo i dati forniti da Agicos, altra agenzia giornalistica che si occupa di concorsi e scommesse, la raccolta del 2008 in Friuli Venezia Giulia potrebbe essere inferiore a quella dell’anno precedente, seppur di poco, a causa di una decisa contrazione nei giochi del lotto e delle macchinette. Di fatto, se fossero confermati questi dati, la nostra regione si porrebbe in controtendenza rispetto al resto del Paese.
LA SCOMMESSA ORA VIAGGIA SU INTERNET
La raccolta dei prossimi anni potrebbe crescere rapidamente anche a seguito dell’apertura di casinò on line del tutto legali, avvenuta a partire dalla fine del 2008. Attualmente è possibile effettuare puntate su due siti e pare che sia soprattutto il poker, nella versione Texas hold’em, la preferita dai giocatori, che spesso utilizzano le sale Internet per tentare la fortuna. In deciso regresso il fenomeno del gioco illegale, anche a seguito delle operazioni compiute in passato dalla Guardia di finanza.
Tagli grossi a ruba
Cappottino elegante, mezza età, borsetta firmata. Sono da poco passate le 11. In una delle tabaccherie del centro di Udine osserviamo una signora intenta a giocare alle slot machine. Pigia i tasti con una velocità degna di una stenotipista. Con la medesima destrezza, uno dopo l’altro, introduce i gettoni per continuare a giocare con quella macchinetta che sembra non voler restituire neppure una vincita. Il suo modo di giocare è assorto. Abbiamo l’impressione che neppure un boato potrebbe distoglierla. “Nulla di speciale – mi sussurra il gestore – perché c’è gente che gioca anche 4-500 euro in un manciata di minuti. Macchinette e Gratta e vinci sono i giochi più frequentati. Quello che mi sembra incredibile, nel caso dei biglietti da grattare, è che la gente giochi soprattutto i tagli più grossi, da 5 e 10 euro, tanto che sono i primi ad esaurirsi e a provocare quasi un moto di disappunto nel cliente. Un paio di settimane addietro una coppia di giovani è entrata e ha comprato senza battere ciglio 30 biglietti da dieci euro. Alla fine ne hanno vinti 80. Molti, quando comprano marche da bollo o sigarette come resto, anziché monete, preferiscono qualche biglietto”. Di signori, spesso attempati, impegnati nel grattare anche una ventina di biglietti alla volta, li abbiamo notati anche noi, ma pensavamo si trattasse di un caso: “Personalmente mi preoccupano di più quelli che si svenano alle macchinette. A volte mi fanno così pena che mi avvicino e chiedo loro se non sia il caso di smettere, perché li vedo totalmente in balia della febbre del gioco”. Un po’ ovunque sul territorio stanno aprendo nuove sale attrezzate esclusivamente con queste micidiali macchine, senza tenere conto delle migliaia già installate in bar, tabaccherie e via dicendo. Di fatto, lo Stato sta autorizzando l’apertura di una miriade di mini casinò, continuando però a negare la costruzione di nuove case da gioco, forse per una sorta di residuo pudore e perché, forse sono più controllabili. Peccato che gli effetti sulle tasche degli italiani non cambino.
Un fiume di denaro dal Friuli Venezia Giulia
In attesa che i Monopoli di Stato rendano note le cifre raccolte e distribuite a livello regionale e provinciale,emergono nuovi dati sull’andamento di alcuni settori. Nel caso delle scommesse sportive, per esempio, emerge che i primi mesi del 2009 registrano un netto incremento delle giocate. Nel gennaio del 2008, infatti, in Friuli Venezia Giulia sono stati raccolti quasi un milione e 409 mila euro, mentre nello stesso mese di quest’anno abbiamo speso oltre due milioni di euro, con una crescita a dir poco vertiginosa del 43,76 per cento. resta piuttosto sofferente il settore dell’Ippica, l’unico a far segnare il segno meno assieme al lotto e Bingo.Il dato positivo delle scommesse sportive è in gran parte legato al netto incremento degli avvenimenti sui quali è possibile scommettere, richiesta per altro avanzata più volte da parte delle società concessionarie per rilanciare i giochi a pronostico che, negli anni scorsi, hanno evidenziato segni di rallentamento a causa della limitata disponibilità di linee di puntata, a differenza di altri Paesi europei, dove sono praticamente illimitate. Meno marcato l’aumento registrato in febbraio 2009: in questo mese sono stati giocati in regione 2 milioni e 85 mila euro, contro il milione e 838 mila euro del 2008. L’aumento, in ogni caso, è decisamente più contenuto rispetto alle regioni del Sud, dove le percentuali sono a due cifre. Un forte incremento delle entrate è atteso dai giochi a distanza che nel 2009 supereranno su scala nazionale i due miliardi di euro.