Giocatori d'azzardo in terapia insieme alle loro famiglie: il modello friulano fa scuola e sabato a Campoformido si aprirà il secondo convegno nazionale dedicato al fenomeno organizzato dall'associazione Agita e dalla Caritas diocesana. Diventerà una consuetudine ed è già stabilita la data del futuro appuntamento del dicembre 2002, spiega il responsabile dei gruppi di terapia, Rolando De Luca, psicologo e psicoterapeuta. I lavori saranno introdotti dai saluti del presidente della giunta regionale Renzo Tondo e del sindaco di Campoformido Pietro Fontanini e in seguito, alle 9.30, parleranno il presidente di Agita Marco Rizzi e il direttore della Caritas, Luigi Gloazzo. Particolarmente interessante sarà l'ascolto delle testimonianze degli ex giocatori e dei loro congiunti e Bernardo Spazzapan presenterà i risultati dell'indagine effettuata nel Friuli Venezia Giulia sul gioco d'azzardo patologico.


Quanti sono attualmente i giocatori in trattamento? «Abbiamo cinque gruppi di terapia per un totale di 130 persone» afferma De Luca che non manca di ricordare che l'intervento è sempre globale e che la famiglia è sempre interamente coinvolta. La terapia di gruppo ha cadenza settimanale e prevede un sostegno terapeutico e non soltanto una forma di auto-aiuto. L'èquipe è formata da psicoterapeuti e sociologi. I risultati? «Chi continua a frequentare i gruppi non gioca più» risponde De Luca. Ma quando una persona oltrepassa la soglia della normalità e diventa giocatore patologico? «È un confine che nessuno può indicare perchè lo si comprende solo in seguito quando emergono i problemi di carattere economico e sociale». Gli operatori sono preoccupati per la fortissima offerta di azzardo in Italia alla quale non fa riscontro nessun intervento di aiuto "come fornire vetture senza predisporre la segnaletica". Il convegno di sabato è gratuito e grazie alla collaborazione delle associazioni di Campoformido sarà anche offerto il pranzo a circa 200 persone. Ulteriori notizie al sito http://www.sosazzardo.it.