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Messaggero Veneto
06 ottobre 2009
«Il 40% dei pazienti è in terapia per Lotto e Superenalotto»
Giochi e scommesse, giro da 47,5 miliardi
È la somma incassata dallo Stato nel 2008 e quest’anno è già stata superata Nel Centro di Campoformido per gli ex giocatori sono in cura 200 persone «In migliaia si perdono inseguendo la speranza di un sogno milionario»
di Michela Zanutto
UDINE. «Sono 47,5 i miliardi di euro che “l’azzardo pubblico” ha incassato in Italia nel 2008 e per quest’anno tale cifra è già stata superata». Così Rolando De Luca, psicoterapeuta responsabile del Centro di terapia per ex giocatori d’azzardo e per le loro famiglie di Campoformido. Nel mirino di De Luca, che ha presentato il quarto convegno nazionale sulla terapia di gruppo, sono finiti i giochi promossi dallo Stato. Parlando degli incassi dati da Lotto, Superenalotto e Gratta e vinci, tanto per fare degli esempi, De Luca ha dato appuntamento all’assise «La terapia di gruppo nella dipendenza da gioco d’azzardo dopo un lungo percorso terapeutico», domenica nella sede udinese del centro dall’associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie (Agita). «Purtroppo ormai il danno è fatto – ha aggiunto lo psicoterapeuta – ed è difficile ritornare indietro. L’azzardo è entrato nel sistema culturale delle persone: internet, la televisione, le ricevitorie, scommettere sul destino, è diventato più facile che pagare una bolletta. Con la crisi economica, poi, le giocate sono aumentate e anche l’ultima trovata della rendita vitalizia “win for life”, è un’idea molto sottile che propugna ancora una volta l’acquisto di sogni in cambio di contanti. Vorrei però sottolineare che non intendo con questo pormi contro le istituzioni, sto solo facendo la fotografia della realtà». Attualmente nel centro di Campoformido sono in terapia, a causa del gioco d’azzardo, 200 persone ma nessuno di loro ha mai giocato illegalmente. «In quindici anni di esperienza come psicoterapeuta in questo centro – ha continuato De Luca – non ho mai incontrato persone che avessero recenti esperienze di illegalità. Infatti, da alcune analisi emerge che le abitudini al gioco dei nostri pazienti siano per il 30 per cento il casinò, per il 19 per cento i video poker, per il 16 il Lotto, per il 13 il Superenalotto, per il 7 i Gratta e vinci, per il 5 le corse dei cavalli e per il 2 il Totocalcio. Questo significa che quasi il 40 per cento dei pazienti si è ammalato con giochi promossi dallo Stato». E anche il concetto di “gioco responsabile” secondo De Luca andrebbe stigmatizzato perché «è ormai superato – ha spiegato – e il problema è più grande di quanto si immagini: se volessimo arginarlo dovremmo eliminare la pubblicità e diminuire l’offerta di nuovi concorsi, invece si sta facendo l’esatto opposto». Per questo, secondo De Luca, la lista dei giochi d’azzardo andrebbe «rivista includendo anche il Lotto e il Superenalotto. In particolare il secondo, nell’ultimo periodo mira di molti appassionati, fa perdere migliaia di persone nella speranza di un sogno milionario. E qualora quel sogno fosse raggiunto, nella realtà si trasforma in un incubo – ha concluso De Luca – perché è provato scientificamente che chi vince tali somme si rovina la vita: è come se una colata d’oro ricoprisse un’intera città, finirebbe con il soffocare tutto. Così fanno queste vincite stratosferiche. Per questo motivo non chiamo “gioco” questo tipo di concorsi, ma semplicemente azzardo, perché ho visto molte persone rovinate venire da me e chiedere aiuto. Le parole hanno significati ben precisi: credo che nessuno oserebbe chiamare la guerra semplicemente “gioco”». Per chi desiderasse maggiori informazioni, il numero del Centro di terapia è 0432.728639, ma è anche attivo il sio internet www.sosazzardo.it
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