UDINE Campoformido, località nei pressi di Udine, domenica 11 ottobre ospiterà il quarto Convegno nazionale dell’Associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie (A.gi.ta) organizzato in collaborazione con le Caritas delle 4 province FVG, del Comune di Campoformido e della Consulta nazionale antiusura di Bari. Si tratterà di un incontro per fare il punto della con psicoterapeuti e famiglia su uno degli aspetti più complessi della società occidentale contemporanea, alle prese con un incremento esponenziale del ricorso all’azzardo legale, che in Italia significa soprattutto Lotto, Superenalotto e Gratta e Vinci e che, in Friuli Venezia Giulia, significa anche vicinanza geografica ad un gran numero di Casinò, (Venezia, Slovenia, Austria in primis).
Di questa tematica abbiamo parlato con Rolando De Luca, psicologo psicoterapeuta responsabile del centro di terapia di Campoformido per ex giocatori d’azzardo e loro famiglie, (uno dei più importanti in Italia), con il quale abbiamo tracciato un quadro della situazione attuale. Nel corso degli ultimi anni il gioco d’azzardo è diventato, in quasi tutti i paesi industrializzati, un’attività di massa d’enormi proporzioni economiche e sociali. Nel 2008, in Italia, solo con l’azzardo gestito dallo Stato sono stati raccolti oltre 47,5 miliardi di euro (oltre novanta mila miliardi delle vecchie lire). Secondo recenti ricerche, oltre l’80% della popolazione italiana dedica attenzione al gioco d’azzardo. Nel complesso i dati disponibili individuano nell’1-3% della popolazione adulta l’incidenza del gioco d’azzardo patologico.
Proprio per trovare una strategia terapeutica che consentisse ai giocatori e alle loro famiglie di raggiungere, mantenere l’astinenza e riscontrare a lungo termine risultati positivi, De Luca ha iniziato, nel 1995, un lavoro con alcuni giocatori d’azzardo e con le loro famiglie. L’iniziativa, nel tempo, ha avuto ottimi risultati tanto che nel 1998 si è decisa la costituzione del primo gruppo terapeutico dei giocatori e dei loro familiari.
Ad oggi, (dati del 30 settembre 2009) sembra che il 90% dei giocatori che partecipano alla terapia non gioca più d’azzardo. Il restante 10%, pur continuando a frequentare la terapia, continua a giocare, anche se in misura assolutamente inferiore.
Per la sua rilevanza, anche il comune friulano che ospita il Centro negli anni ha svolto un suo ruolo di sostegno a questa iniziativa. Il 29 novembre 2006 infatti, il Consiglio Comunale di Campoformido, primo in Italia, ha approvato un ordine del giorno contro la proliferazione del gioco d’azzardo, (inviato per l’approvazione a tutti i comuni della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia).
Dottor De Luca, come è la situazione del Friuli Venezia Giulia rispetto all’Italia?
Siamo grossomodo in linea con i dati nazionali, che però sono imponenti. Il quantitativo di denaro attribuibile alla diffusione del gioco legale, controllato dallo stato, ha raggiunto ormai i 50 miliardi di euro l’anno. Poi è vero che noi abbiamo il problema della vicinanza di diversi casinò, italiani ed esteri, ma il problema è generale.
Quindi la pubblicità che troviamo pressoché ovunque ha funzionato? Il lotto, il Superenalotto sono diventate quasi delle abitudini per gli italiani?
Direi di si. Non voglio entrare in polemica né inasprire il dibattito su questo punto. Però i dati statistici presentano una situazione grave, che come tale va gestita. Lo Stato si trova di fatto in un conflitto d’interesse di vaste proporzioni. Si dovrebbe occupare di gestione pubblica della dipendenza e contemporaneamente incentivare al gioco.
Quando parla di “gestione pubblica della dipendenza” che cosa intende?
Non vorrei entrare tecnicamente nel merito, ma si tratta di interventi lunghi e complessi che anche noi, nel nostro centro, abbiamo a messo a punto negli anni. Ma in questo caso non serve la polemica, bisogna rendersi conto della gravità dei fatti e agire di conseguenza.
E in FVG siete gli unici a portare avanti questo tipo di lavoro terapeutico?
No, ci sono anche altri centri. Ognuno di questi avrà trovato sicuramente un tipo particolare di percorso per agire su questo tipo di dipendenze.
Cosa pensa dell’incremento delle cosiddette poker room, del poker online o, più in generale, dell’incidenza di questo particolare gioco nei meccanismi della dipendenza?
Non credo siano la “punta di diamante” tra i vari giochi disponibili sul mercato. Il problema è la disponibilità di varie modalità d’azzardo, tutte legali.
Diamo quindi alcuni dati sui pazienti stessi di questo Centro. Da alcune analisi emerge che le abitudini al gioco di queste persone si rivolgano per il 30 per cento ai casinò, per il 19 per cento ai video poker, per il 16 al Lotto, per il 13 al Superenalotto, per il 7 ai Gratta e vinci, per il 5 alle corse dei cavalli e per il 2 il Totocalcio. Questo significa che quasi il 40 per cento dei pazienti si è ammalato con giochi promossi dallo Stato.
Per chi desiderasse maggiori informazioni, il numero del Centro di terapia è 0432.728639, ma è anche attivo il sito internet www.sosazzardo.it dove poter semplicemente esplorare un po’ questo discusso settore dell’esperienza umana.