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Redattore Sociale
12 ottobre 2009
GIOCO D'AZZARDO
Il 90% di chi partecipa a gruppi di recupero, non ricade
Si può uscire dalla morsa del gioco d’azzardo con un’adeguata terapia: lo testimoniano i risultati raggiunti da 100 persone seguite negli anni da Rolando De Luca, psicologo psicoterapeuta responsabile del centro di Terapia di Campoformido
di gig
CAMPOFORMIDO (Udine) – Si può uscire dalla morsa del gioco d’azzardo riprendendoin mano la propria vita? Con un’adeguata terapia questo sembra essere possibile: lotestimoniano i risultati raggiunti dalle cento persone – tra giocatori e familiari – seguite negli anni da Rolando De Luca, psicologo psicoterapeuta responsabile del centro di Terapia di Campoformido. Il 90% dei giocatori che partecipano ai gruppi di recupero, infatti, non gioca più e le coppie che arrivano in terapia a un passo dalla separazione tendono invece a restare insieme. Guardare con fiducia al “dopo” quindi è possibile ed è su questo che sarà incentrato l’annuale convegno organizzato dall’associazione A.gi.ta in programma domenica 11 ottobre a partire dalle 9. In questa occasione saranno raccontate le storie di chi ce l’ha fatta, “storie che dimostrano come la dipendenza dall’azzardo venga a perdere completamente il significato iniziale illusorio e di rivalsa – come spiega De Luca –, rendendo gli ex giocatori e l’intero nucleo familiare in grado di riconoscere, capire e accettare le proprie vulnerabilità e la vita di tutti i giorni”. Certo, non tutti vanno necessariamente incontro a un successo, se si conta che la percentuale d’abbandono della terapia nel 2008/2009 è stata del 7%. Sono abbastanza frequenti anche delle ricadute (56%) che però non compromettono il buon esito del lavoro di gruppo, poiché “il ritorno sporadico all’azzardo genera nel giocatore dei sensi di colpa e di fallimento. Si tratta quindi di un percorso quasi obbligatorio”. Ma chi è la persona più soggetta al fascino dell’azzardo? Secondo l’esperienza delcentro udinese si tratta di persone di sesso maschile (84%) sposate o conviventi (70%), mediamente istruite (36% con licenza media e 51% con diploma) e di età compresa tra i trenta e i cinquant’anni. La dipendenza più diffusa è data dal casino (30%), dalle new slot (19%), dal lotto (16%), dal Superenalotto (13%) e dal Gratta e vinci (7%). “In realtà – spiega De Luca – è molto frequente che chi gioca d’azzardo si dedichi a più di una tipologia di azzardo. Emerge poi una correlazione tra il gioco e il fumo, ma in corso di terapia anche la dipendenza dal tabacco tende a svanire in oltre il 30% dei casi”. Il convegno annuale, oltre alle testimonianze degli ex giocatori, ospiterà gli interventi di Maurizio Fiasco, sociologo della Consulta Nazionale Antiusura e di Vitantonio Chimienti, dottore di ricerca all’Università “Carlo Bo” di Urbino. L’evento – organizzato in collaborazione con le Caritas diocesane del Friuli Venezia Giulia e la Consulta nazionale antiusura, si svolgerà nella sala consiliare del comune di Campoformido.
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