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Redattore Sociale
12 ottobre 2009
GIOCO D'AZZARDO
"Win for life", paracadute in tempo di crisi
Un'estrazione ogni ora, si vince uno "stipendio" mensile: i rischi del nuovo gioco nell'analisi del sociologo Fiasco. "Attrae chi si sente minacciato dal reddito insufficiente”. Offerta "sempre più raffinata"
di GIG
CAMPOFORMIDO (Udine) – Una vincita non mastodontica ma continuativa dà l’impressione di essere più accessibile e meno remota: è dovuto a questo il successo del nuovo gioco “Winf for life”, che già sta attraendo molti italiani. Si gioca ogni ora, con in palio una vincita dilazionata in versamenti mensili di quattromila euro per vent’anni. Secondo Maurizio Fiasco, sociologo della Consulta nazionale antiusura, questa nuova frontiera del gioco nasce da “un uso spregiudicato delle scienze cognitive e della psicologia della percezione” e rappresenta “un compendio dell’uso del marketing, della retorica e della manipolazione”. Il motivo è presto detto: “Facendo leva sull’insicurezza dovuta all’assenza di welfare, si riesce ad attrarre un nuovo target: quello di chi si sente minacciato dal reddito insufficiente a garantire la propria previdenza”. In tempi di crisi, insomma, questo gioco può sembrare un allettante paracadute. Proponendo una posta non esorbitante e apparentemente accessibile, poi, si induce l’idea errata che la vittoria sia più vicina, mentre il ritmo continuo delle estrazioni “porta il giocatore a non avere cognizione della scelta che ha fatto e a ricominciare subito”. Assolutamente contrario a questo come agli altri giochi si dice anche Rolando De Luca, psicoterapeuta e presidente dell’associazione Agita di Campoformido (Udine). “Siamo di fronte a un’offerta mastodontica di azzardo di stato sempre più raffinata – commenta –. Si tratta di un’offerta appetibile perché va incontro alle esigenze dei consumatori. Ancora una volta vengono messe le mani nelle tasche degli italiani senza che nessuno faccia niente e sono allibito che debba essere uno psicoterapeuta a parlare instancabilmente di questo tema”. Il silenzio intorno a queste forme di gioco legalizzato secondo Fiasco è spiegato dallo strapotere della lobby dell’azzardo, “influente tanto quanto la lobby della sanità privata”. Intanto il problema si fa tanto più allarmante quanto più diventa un corollario della crisi economica in atto: a fronte di un calo di 5 punti del Pil per la congiuntura economica, il gioco d’azzardo con i suoi 53 miliardi di euro ne fa registrare altrettanti con il segno positivo: “Mentre tutto cala il gioco cresce – riassume il sociologo –, perché la gente non acquista cibo o beni di consumo durevoli, non si cura ma in compenso impegna parte del proprio reddito nell’azzardo. Questa situazione ha superato i confini della sopportabilità”.
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