Continua la mobilitazione della Caritas diocesana di Udine e di Agita, l'Associazione degli ex giocatori d'azzardo di Campoformido, contro l'imminente apertura anche in Friuli delle nuove sale dedicate al gioco del bingo. Dopo il convegno del 16 giugno scorso a Campoformido, che ha messo in evidenza con ricerche e testimonianze l'estrema pericolosità sociale del bingo per la diffusione della dipendenza patologica da gioco d'azzardo a fasce di popolazione fin'ora immuni, come le casalinghe e i pensionati, ora lo sforzo di sensibilizzazione di allarga a macchia d'olio sul territorio, in primo luogo verso i comuni ma anche verso associazioni e parrocchie.
L'idea è di organizzare degli incontri serali per parlare del problema della dipendenza patologica da gioco d'azzardo, dei danni che provoca e dei suoi rimedi, delle grandi differenze che corrono tra una innocua tombola e l'ipertecnologico bingo, un gioco "solitario" e alienante che con i suoi tempi molto veloci invita il giocatore a puntare a ripetizione nel tentativo di recuperare le perdite senza lasciargli il tempo di riflettere.
L'invito ad organizzare serate di questo tipo è già stato inviato innanzitutto ai sindaci del comuni in cui è già stata autorizzata (o sta per esserlo) l'apertura di sale da bingo. In particolare si tratta dei comuni di Udine (dove l'azzardo troverà spazio addirittura nell'ex stabilimento Dormisch di viale Ledra, quindi proprio di fronte al Centro Studi), Martignacco, Cervignano, Codroipo e Basiliano. La stessa lettera di invito ad organizzare delle serate per dibattere sul gioco d'azzardo è stata inviata ai sindaci dei comuni che hanno chiesto di diventare sede di un casinò (Lignano, Palmanova, Arta Terme). Ma l'invito è rivolto più in generale a qualsiasi sindaco, parroco o responsabile di associazione che volesse organizzare (senza alcun onere) una serata su questo tema e sui comportamenti a rischio correlati.
È praticamente impossibile fermare l'operazione bingo (anche se rimane fermo l'appello lanciato in questo senso dal convegno di Campoformido), che ormai da molti mesi ha messo in moto una notevole mole di interessi economici. Ma almeno si spera di innescare un ampio dibattito sul tema, in modo che chi ha maggiori responsabilità pubbliche o educative sia sensibilizzato al problema e pronto ad intervenire. E comunque, in chiave preventiva, non va assolutamente sottovalutata l'opera di sensibilizzazione che in modo particolare le parrocchie e le istituzioni possono mettere in atto nei confronti dei giovani e non solo. "In questo senso - spiega il dott. De Luca - è preoccupante che nessuna autorità scolastica sia intervenuta per biasimare la pericolosa scelta di aprire una sala bingo proprio nel cuore del centro studi di Udine, un fatto che potrebbe invogliare molti studenti a farsi coinvolgere dal nuovo gioco d'azzardo".
Per informazioni e prenotazioni delle serate ci si può rivolgere alla Caritas diocesana (tel. 0432/501880) oppure al dott. Rolando De Luca dell'associazione Agita di Campoformido, allo 0432/728639 (e-mail roldeluc@libero.it oppure agita@sosazzardo.it)