Ci sono anche Monfalcone e Cervignano del Friuli nell'elenco delle città che potranno ospitare nel nostro Paese una delle 420 sale per il gioco del Bingo la cui apertura è stata autorizzata nei giorni scorsi dal Minitsero dell'Economia e delle Finanze e resa nota con la pubblicazione del relativo Decreto sulla Gazzetta Ufficiale di lunedì 16 luglio. Nella città dei cantieri la concessione - una delle nove che interessano il Friuli - Venezia Giulia - è andata alla "Idea Bingo" s.r.l.: la sala sarà ospitata nei locali già sede del cinema "Excelsior" in largo Arena; a Cervignano, invece, si potranno acquistare le cartelle nella sala che sa "Unonovanta" di Sabatino Mansi realizzerà all'interno dell'Hotel Internazionale. EntramBi i locali dovranno essere inaugurati entro la fine del 2001. Fin qui il dato di cronaca di una notizia... ma come sempre non è tutto oro quello che luccica. In Italia l'azzardo legale è passato dai 12.380 miliardi del 1992 ai 35.060 del 1998; quello illegale da 3.600 a 18.600. Sulla base dell'esperienza maturata in Paesi dove il Bingo è ormai una tradizione da lungo tempo è stato da più parti lanciato l'allarme: senza voler fare le Cassandre a tutti i costi non si può nascondere la preoccupazione per un prevedibile aumento della dipendenza dal gioco soprattutto in categorie medio basse del tutto nuove all'azzardo come casalinghe e pensionati, la crescita di prestiti usurai, una tassazione occulta dei redditi più bassi (su 100 lire giocate 42 vengono intascate dallo Stato e dei gestori). L'esperienza maturata nella nostra provincia da quando sono stati aperti i casinò nella vicina repubblica di Slovenia ma anche la quotidiana verifica (possibile a tutti) del numero e dell'entità delle giocate per un gioco quale il Lotto fanno temere che questa nuova "tombola delle famiglie" (come qualcuno riduttivamente persiste a definirla) non tarderà a far sentire le proprie conseguenze anche in molte famiglie isontina. Abbiamo cercato di fare un po' di luce sul fenomeno.
Ufficialmente costituita nel maggio 2000, l'A.git.a. è l'associazione degli exgiocatori d'azzardo e delle loro famiglie, costituita per promuovere, come recita il suo statuto, "il cambiamento dello stile di vita delle persone dipendenti dal gioco d'azzardo e delle loro famiglie nonché di favorirne il reinserimento nell'ambito lavorativo e nel tessuto sociale". Tale fine viene perseguito mediante la prevenzione e il trattamento del gioco d'azzardo e dei comportamenti a rischio, lo sviluppo del programmi sul gioco d'azzardo attraverso l'informazione, la formazione e la ricerca, la promozione e la tutela dei diritti civili dei giocatori e delle loro famiglie, il reinserimento dei giocatori e degli exgiocatori nel mondo del lavoro delle professioni nonché della comunità civile. Il dottor Rolando De Luca, psicologo e psicoterapeuta, è il responsabile dei gruppi terapeutici per gli ex giocatori e le loro famiglie. Lo abbiamo incontrato per cercare di fare un po' di chiarezza su un fenomeno quale quello della dipendenza dal gioco che troppo spesso rischia di passare sotto silenzio nonostante le disastrose conseguenze che comporta nella vita di moltissime persone e dei loro cari.
La vostra associazione ha lanciato ripetutamente l'allarme per le conseguenze che potrà avere per molte famiglie la prossima apertura delle sale da gioco destinate al Bingo? Quali le motivazioni di questo allarme per un gioco che viene visto da molti solo come una specie di innocua tombola per famiglie? Quali le fasce maggiormente interessate? Il Bingo è definito una semplice tombola per rassicurare i futuri giocatori evocando tranquille serate trascorse in famiglia in modo allegro e divertente. Invece il Bingo è tutt'altra cosa; è un gioco molto veloce in cui ogni partita dura dalla distribuzione delle cartelle alla ripartizione delle vincite non più di dieci minuti; visti i tempi limitatissimi non c'è la possibilità di realizzare per i giocatori la frustrazione della perdita e quindi.da parte dei giocatori, s'intensificherà il gioco per cercare di recuperare le perdite. E questo porterà alla dipendenza in quanto è illusorio pensare che chi gioca si fermi ad una singola cartella; ci sarà un aumento delle cartelle giocate, come succede, ad esempio, per i tossicodipendenti o gli alcolisti che hanno la necessità di aumentare le dosi alfine di ottenere gli effetti desiderati.
Da parte vostra è stato segnalato come il numero di giocatori compulsivi rischi per il Bingo di essere maggiore rispetto altri giochi d'azzardo: come mai? Gli studi compiuti al-l'estero, in particolare negli Stati Uniti, in Canada, in Inghilterra e in Spagna indicano che il settanta per cento dei giocatori abituali è rappresentato da donne e pensionati; il dato è inverso rispetto agli altri giochi d'azzardo dove il settanta per cento dei giocatori sono uomini; quindi, una fascia ancora poco interessata al gioco d'azzardo come quella delle donne e dei pensionati, diventa col Bingo protagonista a tutti gli effetti.
Quali sono le prospettive per l'Italia? In Italia il gioco d'azzardo è diventato un'attività di massa d'enormi proporzioni economiche e sociali; il gioco d'azzardo non è una pratica moderna e ricerche archeologiche ed antropologiche ne hanno testimoniato la presenza in ogni epoca, cultura, tipo di società e strato sociale. In Italia il gioco ha profonde radici legate soprattutto al gioco del lotto che era già diffuso a Genova nel sedicesimo secolo mentre a Venezia nel 1638, è istituita e gestita, dallo Stato, la prima casa da gioco, il "Ridotto"; le case da gioco si propagarono così capillarmente che nel 1797, anno della caduta della Serenissima, se ne contavano 136. Le indagini più recenti condotte in Italia evidenziano che gioca oltre l'ottanta per cento degli italiani tanto che nel 2002 s'ipotizza che, tra gioco legale ed illegale, si spenderanno complessivamente in Italia quasi sessantamila miliardi di lire. Tuttavia l'incidenza del gioco patologico riguarda il tre per cento della popolazione. Nel gioco del Bingo gli studi evidenziano che è il dieci per cento dei giocatori che diventano dipendenti (o patologici) e non il tre per cento, il che au-menta la pericolosità di questo gioco tanto da poterlo definire "casinò diquartiere". Si tratta di un gioco di pura fortuna dove il risultato è determinato esclusivamente dalla sorte e dove l'intelligenza del giocatore non conta nulla
E' possibile tracciare un identikit del giocatore d'azzardo "medio"? Il gioco d'azzardo patologico è considerato un disturbo del controllo degli impulsi e nello stesso tempo una forma di dipendenza, una tossicomania senza uso di sostanze stupefacenti. Va fatta una chiara e semplice considerazione: è impossibile sapere in anticipo chi tra i giocatori occasionali diventerà con il tempo giocatore patologico; questo si saprà sempre e solo dopo, quando cioè il giocatore sarà coinvolto completamente nella dipendenza. L'unico modo, perciò, per non diventare giocatore patologico è quello di astenersi dal giocare d'azzardo; continuando a giocare ci si espone a dei rischi, che, in alcuni casi, possono portare a punti di "non ritorno".
Quale la situazione nella nostra regione? Attualmente relativamente alle sale Bingo e alla possibile apertura di uno o più Casinò nella nostra Regione, in collaborazione con la Caritas diocesana d'Udine, abbiamo inviato diverse lettere ai Sindaci interessati all'apertura delle Sale Bingo e a coloro che hanno fatto richiesta per istituire un Casinò in cui come associazione è disponibili ad organizzare delle serate di sensibilizzazione gratuite per la popolazione; approfitto del vostro settimanale per fare altrettanto con i Sindaci e i Parroci della Provincia di Gorizia.
Come nasce, dove e come opera la vostra Associazione? Quante le persone che segue e con quali modalità? Agita l'associazione degli ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie si è costituita con atto notarile nel maggio 2000 a Campoformido; tuttavia i gruppi di terapia (che sono cinque e coinvolgono tra ex giocatori e loro familiari oltre duecento persone) operano da molti anni anche grazie alla sensibilità dell'amministrazione della cittadina di Campoformido e del suo sindaco Pietro Fontanini. La nostra associazione cura anche un sito internet: www.sosazzardo.it; il numero telefonico cui le persone interessate possono rivolgersi per chiedere aiuto è 0432728639. Fra l'altro mi preme segnalare un appuntamento molto importante che stiamo preparando: si tratta del secondo convegno nazionale a Campoformido il 15 dicembre 2001 su "autoaiuto e terapia per i giocatori d'azzardo e le loro famiglie in Italia: esperienze e prospettive" che Agita sta preparando e che sarà completamente gratuito per tutti (anche il pranzo offerto dalle associazioni della cittadina di Campoformido a tutti i partecipanti).
LA STORIA
Il Bingo deve le proprie origini al gioco del lotto. Secondo alcuni il nome deriverebbe dal "Beano", un gioco molto diffuso negli Stati Uniti all'inizio del secolo. La leggenda vuole che un giocatore preso dall'esultanza per una vincita particolarmente consistente ne storpiò il nome in "Bingo" e da allora tale sinonimo è rimasto per indicare questo gioco particolarmente diffuso in Spagna e Inghilterra.
COME SI GIOCA
Il gioco del "Bingo" è simile alla tombola: si gioca su 90 numeri ed ogni cartella riporta 15 numeri distinti, distribuiti su tre linee orizzontali di cinque numeri ciascuna e su colonne verticali. Il Bingo si svolge in apposite sale, autorizzate dallo Stato, ed inizia con la vendita da parte del personale delle cartelle da parte del personale addetto: una volta completata questa fase il direttore della sala comunica il numero delle cartelle vendute e l'ammontare delle possibili vincite. A questo punto si procede all'estrazione dei numeri tramite apposite macchine. Lo scopo del gioco è quello di depennare per primi tutti i numeri di una stessa cartella man mano che vengono estratti ed annunciati. Vengono premiate solo la prima cinquina (che vince l'otto per cento delle giocate) e appunto il Bingo che vince il cinquanta per cento delle giocate. Le vincite debbono essere immediatamente dichiarate: in caso di più combinazioni vincenti su cartelle diverse, la distribuzione dei premi avverrà in maniera proporzionale. Il costo di una cartella è fissato in 3.000 lire; di regole in ogni sala dovrebbero avvenire sino a 64 estrazioni giornaliere. Una volta avvenuto il pagamento delle cartelle vincenti da parte del responsabile può avere inizio un'altra partita.
LE SALE DEL BINGO
Le sale da gioco devono avere una superficie minima di seicento metri quadrati (con possibilità di ampliamento): devono avere almeno trecento posti a sedere e le persone sono collocate su tavoli da sei - otto postazioni con "una affluenza minima costante di ottanta - cento clienti, cifra sotto la quale - come dichiara testualmente un sito specializzato - una giocata perderebbe ogni motivo di interesse". Fra le nuove figure professionali che verranno introdotte quelle del venditore di cartelle, dello speaker (che annunzierà i numeri), del cassiere e del softerista (da cui dipenderà la parte elettronica dell'estrazione) Per questo il Sito da noi visionato consiglia "un bacino di utenza di uno stabilimento ogni 50 mila abitanti". Tali locali devono rimanere aperte sei giorni su sette e comunque tutti i giorni festivi almeno otto ore al giorno. Vi potranno accedere i minori (se accompagnati) e saranno possibili servizi di ristorazione e somministrazione di bevande.