CAMPOFORMIDO (Ud) – Sempre più donne cadono nella rete dell’azzardo: lo dicono le ricerche e lo conferma l’esperienza del Centro per ex giocatori d’azzardo e loro famiglie di Campoformido, in provincia di Udine. Nella struttura friulana la percentuale di donne che negli ultimi tre anni hanno chiesto aiuto è in aumento. In totale sono oltre 100. Ora il dato si attesta sul 13% ma - spiega il responsabile del centro, lo psicologo psicoterapeuta Rolando De Luca – “si prevede un’ulteriore crescita considerato che la percentuale di giocatrici a livello nazionale è del 25%”. Le donne che cercano una via d’uscita dalla dipendenza presentano un’età media abbastanza alta (52 anni, contro i 46 anni degli uomini) e in molti casi “giungono al centro da sole e in condizioni estremamente critiche”.
Sono queste solo alcune delle riflessioni alla vigilia del nuovo convegno nazionale organizzato dal centro, in calendario il 10 ottobre nella sala consiliare del comune di Campoformido (orario 9.30-13), durante il quale saranno raccontate le storie di chi ha concluso un lungo percorso terapeutico: “Storie che dimostrano come sia possibile rendere gli ex giocatori e l’intera famiglia in grado di riconoscere, capire e accettare le proprie vulnerabilità e la vita di tutti i giorni”. I dati confermano l’efficacia della terapia, se si conta che il 90% dei giocatori al termine del percorso non riprende a giocare e che la percentuale d’abbandono nel 2009/2010 è stata del 5%.
In base all’esperienza del centro, il 74 % dei giocatori sono sposati o convivono, il 40% è in possesso della licenza media, il 47% del diploma e il 6% dei una laurea. Il 54% è costituito da lavoratori dipendenti, il 26% da lavoratori autonomi, il 17% da pensionati, il 3% da casalinghe. “È interessante notare come all’interno dei nostri gruppi non ci siano disoccupati, né tra i giocatori né tra i familiari” riflette De Luca.
La dipendenza più diffusa resta quella del casinò (per il 28%), seguita da quella per le new slot, gli ex videopoker (19%). Un altro 16% di ex giocatori preferiva il lotto, il 13 % il Superenalotto, l’11% il Gratta e vinci. Solo un 5% scommetteva ai cavalli, un 2% frequentava le bische e un 1% il Bingo. “In realtà è molto frequente che chi gioca d’azzardo si dedichi a più di un gioco – aggiunge De Luca –: in particolare, secondo i nostri dati, il 47% si dedica a un solo tipo di gioco, il 37% pratica da 2 a 3 giochi differenti e il 13% da 4 a 5”. Nel corso del convegno sarà anche presentata la terza ricerca sperimentale “L’espressione delle emozioni e la comunicazione affettiva nei giocatori d’azzardo e famigliari in trattamento presso il Centro di Campoformido: follow up a due anni di terapia”. Per informazioni: A.GIT.A., tel.0432-72 8639, e-mail: agita@sosazzardo.it, www.sosazzardo.it.