Uscire dal tunnel del gioco d'azzardo non significa necessariamente essere felici. Significa vivere una vita normale, fatta di litigi, problemi, momenti tristi e felici. “Ma significa viverli in modo diverso: quando si litiga si litiga meglio, si vive più serenamente il rapporto di coppia e i problemi si affrontano come si fa in terapia”. Questo è il punto di vista di una delle 115 persone, che ha appena concluso il percorso dell'Associazione degli ex giocatori d'azzardo e le loro famiglie. Si tratta di una storia si conclude in un parco naturale e comincia otto anni fa. “Noi siamo andati a vivere all'estero – racconta la moglie di un ex giocatore – e ora viviamo in un posto meraviglioso. Abbiamo migliorato il nostro rapporto, la nostra relazione con i parenti, pensiamo più a noi stessi e quando abbiamo un problema lo affrontiamo facendo a nostra volta una mini-terapia”. Per riuscire è fondamentale seguire le regole. “Per questo ci siamo dati noi stessi una regola – raccontano - sposandoci.
Altrettanto importante è non peccare di presunzione, pensando di avere la situazione sotto controllo e non rassegnarsi mai”. Un'altra storia a lieto fine è quella di una figlia di un ex giocatore d'azzardo, che dopo 7 anni di terapia ha una nuova famiglia. “Mio padre ha chiesto aiuto – spiega – era arrivato ad un punto in cui voleva suicidarsi per i tanti debiti che aveva accumulato. Da quando abbiamo iniziato a frequentare l'associazione insieme, lui non ha più giocato d'azzardo. Ha cambiato il modo di leggere la vita e io con lui. Abbiamo imparato che non c'è distinzione tra giocatori e non giocatori, abbiamo tutti un problema familiare e il gioco è solo un sintomo”.