Rolando De Luca, psicologo epsicoterapeuta, ha fondato una quindicina di anni fa a Campoformido, in provincia di Udine, i Centri di terapia per ex giocatori d’azzardo e loro famiglie. Attualmente sono circa 230 le persone che settimanalmente frequentano le terapie di gruppo.
Dottor De Luca, cosa ha pensato leggendo di questo nuovo scandalo legato alle scommesse sui risultati delle partite di calcio?
Noi non possiamo scandalizzarci per qualcosa che è già accaduto, doveva accadere di nuovo e riaccadrà anche in futuro. In Italia il giro d’affari legato all’azzardo di Stato è attorno ai 70 miliardi di euro l’anno, praticamente due grandi finanziarie. Se c’è questo giro di soldi, è evidente che l’azzardopuò diventare un problema perché è chiaro che attrae anche segmenti che non dovrebbero avvicinarsi. Inoltre, vi è anche un approccio, come dire, schizofrenico al problema. E’ accaduto già per il fumo: prima, per anni, per decenni, si è lasciato passare il messaggio che con una sigaretta in bocca si è più fascinosi per, subito dopo, dire che di tabacco si muore e scriverlo sui pacchetti. Così per le scommesse: non si può scrivere sulle magliette delle squadre il marchio di agenzie di scommesse, o chiamare un intero campionato, la serie B, con il nome di un’agenzia di scommesse, e poi pensare che il sistema non ne possa essere in qualche modo sconvolto. Faccio un esempio: se in autostrada c’è una coda di decine e decine di chilometri, infrangono le regole gli automobilisti che sorpassano in corsia di emergenza certo, ma ha infranto le regole anche la società autostradale che ha permesso che la coda si formasse, che non ha obbligato gli automobilisti a uscire prima.
I calciatori sono gli eroi della domenica, veri e proprimodelli di vita. Quanto pesa il orocomportamentodeviato?
Oggi un giovane qualsiasi a 35 anni spesso ancora annaspa nel costruirsi il proprio future professionale mentre un calciatore a 35 anni è già a fine carriera. Probabilmente avrà realizzato grandi fortune economiche, ma sotto il profilo psicologico perché dovrebbe essere più maturo di qualsiasi altro suo coetaneo? E’ vero, questi ragazzi sono sulle prime pagine dei giornali, ma sono anche personechehannole loro difficoltà e quindianche le loro debolezze, come ciascuno di noi. In più, gestire la notorietà (nello sport, ma anche nello spettacolo e perfino in politica) è un qualcosa di una difficoltà enorme. E allora chi si ritrova in situazioni come queste è portato a eccedere. Anchenell’azzardo.
Alcuni degli inquisiti sono ancheex calciatori di fama.
Il mondo dello sport per noi spettatori è il mito,maal suo interno vigono meccanismi infernali e non è detto che chi è un grande campione in campo lo sia anche fuori. E poi il passaggio, spesso improvviso, dall’essere al centro dell’attenzione alla “pensione”, dal giocare le “partite della vita” all’inattività, può creare grandi difficoltà ed è anzi quello il momento in cui è più facile diventare soggetti a una qualche forma di dipendenza. Quale è anche il gioco d’azzardo.
In questa vicenda è emerso anche il caso di un giocatore che ha somministrato dei sedativi ai propri compagni perché giocassero male...
Capita spesso che persone che si rivolgono a me siano letteralmente inseguite dagli strozzini: in quei momenti si compiono atti che nessuno farebbe in condizioni normali. In situazioni di dipendenza si fanno scelte che non ci si sognerebbemai di fare...
Non crede che le grandi società dello sport professionistico dovrebbero maggiormente seguire i propri atleti anche sotto il profilo psicologico?<
Da quel che vedo, e parlo da osservatore esterno, mi sembra che alle società spesso interessi soltanto che i propri ragazzi diventino degli ottimi giocatori. Immagino pochi giocatori delle giovanili dei grandi club stare piegati sui libri per tre, quattro ore al giorno e saltare un allenamento perché il giorno dopo hanno un’interrogazione a scuola...



La federazione


Abete amareggiato «L’omertà, problema da superare»



Amarezza e sgomento del presidente della Federcalcio Giancarlo Abete per il nuovo scandalo che si è abbattuto sul mondo del calcio legato alle scommesse. Nel giorno dei primi interrogatori di garanzia, il numero uno della Figc ribadisce la necessità di fare al più presto luce sui fatti per garantire la partenza regolare della stagione 2011-2012: «La giustizia sportiva deve fare in modo veloce e fare bene». Il presidente federale sottolinea che il mondo del calcio non ha difese e assicura intransigenza con chi ha sbagliato. «Sono amareggiato e consapevole che il problema ci sarà anche nei prossimi anni - dice - Il calcioha bisogno di aiuto,non possiamo accettare che questo mondo venga infangato». Abete ribadisce i limiti strutturali della giustizia sportiva: «Ricordo ancora che su Calciopoli dopo cinque anni la giustizia ordinaria è ancora al primo grado. Il nostro è un ruolo diverso, la giustizia sportiva deve fare prestomaha strumenti diversi. Non può far uso delle intercettazioni, non può fare le perquisizioni, non può fare controlli bancari. D’altra parte - rileva - quello delle scommesse èun problema mondiale. La Fifa ha dato 20 milioni di euro all’Interpol, il Cio se ne è occupato e tornerà ad occuparsene il 15 giugno, lo stesso farà l’Uefa chiedendo il sostegno delle forze dell’ordine e della magistratura ». Abete sottolinea la necessità che si rafforzi la «logica della responsabilità e far venir meno l’omertà che è presente nella società italiana, e anche alle volte nel mondo del calcio». Il presidente della Figc plaude all’operato di forze dell’ordine e magistratura e sottolinea come «il sistema delle scommesse non porta alcun beneficio, al calcio, noi siamo solo soggetti a rischio. Se si può scommettere anche sul numero dei gol fino all’ultimo minuto, fino all’ultimo secondo, non c’è possibilità di premunirsi nei confronti di comportamenti noncorretti»