Messaggero Veneto
17 luglio 2011
Poker cash e casino’ online scommettere ora e’ legale.
Da domani si potranno puntare soldi veri sui siti controllati dai Monopoli . Giro d’affari stimato: 40 miliardi di euro. Lo psicologo: una bisca autorizzata
di Annalisa D'Aprile
Il “poker cash” ed I “casino’ game” da domani saranno piu’ che legali, saranno istituzionalizzati e accessibili attraverso I portal dei Monopoli di Stato. Sui siti di lottomatica e totosi infatti, sara’ possibile trovare la versione cash di Poker Club (che permettera’ di giocare con I soldi very, e non, come prima, in modo virtuale con il “gettone”) ed I nuovi giochi da casino’, come dadi, roulette e il black jack.
La notizia non e’ nuova, l’ingresso del mercato italiano in questi due prodotti era stato pianificato da tempo dall’Aams che a suon di comunicati ufficiali ha poi annunciato l’esito “positivo” dei controlli tecnici fatti in sede e della selezione del primo gruppo di operatori che hanno superato le verifiche formali.
Piuttosto ignorata dai media (al contrario stra-pubblicizzata sul web) la partenza dei giochi online, “controllati” dai Monopoli, e’ comunque destinata far discutere ed a portarsi dietro una serie di polemiche. Perche’ il gioco in se’ comporta il rischio dipendenza ed I giochi online sembrano essere un amo soprattutto per gli adolescent incollati a internet.
”I Paesi occidental stanno diventando una grande bisca, compreso il nostro” comment ail dottor Rolando De Luca, psicoterapeuta, responsabile del Centro terapia di Campoformido (Udine) per ex giocatori d’azzardo e loro famiglie. “E’ un problema sociale – aggiunge De Luca – dale catastrofi non si viene fuori e per questa poi si fa pure della pubblicita’”. Per il terapeuta, alle prese con dieci gruppi di terapia ogni settimana, il giro d’affari legato “all’azzardo di Stato” vale una cifra, crica “70 miliardi di euro l’anno”, irrinunciabile per le casse dell’erario. Semmai e’ una cifra che va incrementata. Lo Stato “ha creato una dipendenza ad arte – continua De Luca – per famiglie di tutti I ceti sociali”. E ancora: “io raccolgo persone che sono come l’Italia in questo momento: indebitata. Sono migliaia le persone che si rovinano con il gioco d’azzardo. Le famiglie faticano a chiedere aiuto e il problema, quando finalmente si rivolgono a noi, non e’ il gioco, la la ricostruzione, evitare che alla rovina economica segue la catastrophe familiare”.
Intanto si snoccioloano altri dati, quelli dei prossimi introiti. Secondo le stime della piattaforma NetBetCasino.it, con il poker cash e I casino’ games, la raccolta potrebbe fare un bel balzo e portare il movimento del gioco online ad attestarsi nel 2012 sui 40 miliardi di euro, oltre il 2 per cento del Pil nazionale. Gli operatori stimano anche che il prossimo anno sara’ il settore del gambling (delle scommesse) online a farla da padrone trainando l’intera Internet economi italiana., attestandosi al primo posto con il 32 per cento di fascia di mercato online. A proposito di poker e scommesse, I giochi sono vietati ai minorenni, ma l’ostacolo informatico si puo’ aggirare utilizzando la carta di credito di un amico maggiorenne o, peggio, quella di un ignaro genitore.
”Il gioco d’azzardo e’ un mostro”Il gioco d’azzardo e’ un “mostro” e farlo capire e’ un “problema”. Maurizio Chechet, 56 anni e un passato da giocatore dal quale e’ uscito dopo un lungopercorso di psicoterapia, condanna duramente la legalizzazione dei giochi online.
Dal punto di vista sociale – spiega – si vuole far finta di non riconoscere un problema. Piu’ aumenta l’offerta di gioco piu’ aumentano I numeri della dipendenza”.
Qual e’ la sua storia?
”Ho iniziato per scerzo e sono finite in una valanga di disastri. Poi dopo dieci anni, il 18 aprile 2003 ho fatto una telefonata al Centro di Campoformido e ho chiesto aiuto perche’ ho capito che da solo non ce l’avrei fatta. Poi e’ chiaro che il gioco d’azzardo e’ un sintomo di quacos’altro: per me era una fuga, di dieci cose reali ne affrontavo una…”
Quanto sono pericolosi questi giochi telematici?
”I rischi maggiori sono per I giovani. In terapia ora ci sono anche persone dipendenti dal gioco del Lotto e del Superenalotto e ci sono gia’ ragazzi giovanissimi, di 17-18 anni, dipendenti dai giochi online. La politica se ne frega del cittadino e a Campoformido continuiamo a vedere famiglie distrutte economicamente e affettivamente”.
Chi sono I giocatori d’azzardo?
”Siamo persone fragile. Il gioco responsabile non esiste, non lo e’, a meno che non si tratti di ping-pong per bambini…”.