”Cosa vuole, la battaglia per la prevenzione e’ irrimediabilmente perduta. Qualcuno mi accusa di essere pessimista, o peggio disfattista. Ma io semplicemente fotografo la realta’. La guerra contro l’azzardo non si vince. E’ troppo tardi per fare prevenzione, la situazione e’ fuori controllo. I danni sociali sono rilevantissimi e il problema e’ sempre piu’ grave, visto che si allarga la platea delle possibili persone in difficolta’”.
Scuote la testa Rolando De Luca, lo psicoterapeuta friulano che ha fondato Agita (Associazione giocatori in trattamento, sito internet www.sosazzardo.it) e che e’ uno dei massimi esperti italiani di dipendenza da gioco. Non lo stupisce il proliferare (a Udine, ma anche in diversi centri della provincia) delle sale da gioco piene zeppe di macchinette mangiasoldi. “L’azzardo di Stato e’ legale – dice -. Se c’e’ una legge della domanda e dell’offerta, l’economia si muove. In questo settore, piu’ aumenta l’offerta, piu’ aumenta il consumo, piu’ crescono le perdite e la gente si riduce sul lastrico. Nessun giocatore abituale ha mai vinto piu’ di quello che ha perduto. E’ un dato di fatto incontrovertibile. E’ un po’ come il fumo: uno dice che smette quando vuole, ma tutti sappiamo che non e’ cosi”.
Preoccupano l’esperto le case da gioco cosi vicine alle nostre abitazioni, ai negozi alle chiese, agli uffici. “Hanno un impatto fortissimo – spiega De Luca. Si tratta di mini casino’ a tutti gli effetti, con centinaia di slot machines. Ma c’e’ da aggiungere inoltre che ormai in ogni bar, in ogni locale pubblico ci sono le macchinette. Senza parlare dei “gratta e vinci” che si trovano praticamente dappertutto, anche nelle casse dei supermercati. Quindi l’ambiente e’ gia’ stato permeato, l’unico divieto e’ quello per I minori. E poi c’e’ da aggiungere un altro fattore importante: non c’e’ un luogo dove non siamo bombardati dalla pubblicita’ che invita a tentare la fortuna, portando cosi sempre piu’ persone verso il baratro. Le stime per il 2011 parlano di 70 miliardi di euro “investiti” nel gioco d’azzardo legale in Italia. Qualcuno potra’ obiettare che parte di questi soldi rientrano nelle tasche dei giocatori sotto forma di vincite, ma in realta’ non e’ vero. Chi vince qualcosa, poi lo reinveste immediatamente, magari sperando di rifarsi di qualche battuta a vuoto precedente. E’ un po’ il cane che si morde la coda”.
Se, secondo De Luca, la prevenzione e’ impossibile, resta solo la strada della terapia, almeno per uscire dal tunnel. “Abbiamo 10 gruppi di terapia la settimana – osserva – e 150 persone, con le loro famiglie, sono guarite. Questo possiamo fare e continueremo a fare con tutte le nostre forse”.