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Messaggero Veneto
06 agosto 2011
Le sale gioco di quartiere? Hanno un impatto fortissimo
di Maurizio Cescon
“Fortuna”, “Billions”, “Montecarlo”. Hanno nomi suadenti ed evocativi I nuovi templi cittadini dell’azzardo legalizzato. Le sale gioco a Udine (e in alcuni centri della provincia) stanno spuntando come funghi. Le prossime aperture sono annunciate in Chiavris e in viale Palmanova, mentre un terzo locale e’ gia’ attivo in via Cividale. Una vera e propria manovra avvolgente, che abbraccia praticamente ogni quartiere. La “fabbrica” delle slot machines sembra dunque non conoscere crisi. Anzi, va a gonfie vele e tutto ci’ stride con la stretta economica che quotidianamente abbiamo sotto gli occhi. Le cosiddette “vlt” (Video lottery terminal), sono autorizzate direttamente dalla Questura e sono una ventina, tra capoluogo e provincia. Tutte le altre concessioni (quelle delle macchinette per I bar, tanto per fare un esempio) sono invece a carico dei Comuni.Ma proprio questo boom (pure l’ormai storica sala Bingo di viale Palmanova, per stare al passo con I tempi, da qui a breve si rifara’ radicalmente il look e ampliera’ I locali) non piace alla chiesa. I parroci che vedono sorgere accanto alle case dei loro fedeli le sale gioco, nutrono timori e perplessita’. E non lo nascondono.Per monsignor Guido Genero, vicario dell’arcivescovo, l’azzardo e’ rischioso “perche’ rovina persone e aziende, anche quando magari, nello stesso luogo dove si gioca vi sono forme di intrattenimento sociale. Quando circola denaro, le possibilita’ di indebitamento sono alte. Certo sarebbe opportuno salvaguardare I soggetti a rischio, soprattutto I giovani. E questo stanno facendo, oltre alla scuola, molte volte anche le parrocchie”. Il prete di Cussignacco, don Pierpaolo Costaperarla, ha vietato la pubblicita’ di una sala da gioco nel depliant e nella cartellonistica per la secolare sagra del Perdon, della quarta domenica di agosto. “Qua abitano 3 mila persone – racconta il sacerdote – il nostro dovere e’ educare. Il fenomeno del Bingo e delle slot machines non e’ culturale, sa di Las Vegas, in apparenza piu’ innocuo. Ma il fatto che questi luoghi siano a due passi da casa, beh fa pensare. E nella rete possono cadere tanti pensionati, che forse ingenuamente pensano di moltiplicare I soldi, come Pinocchio. Inveche tale uso del denaro e’ dissacrante. Si alimentano stili di vita errati e qui c’e’ l’avallo delle autorita’ che lo permettono. Infatti le case da gioco sono del tutto legali, ma non sono da incoraggiare. In passato ho gia’ avuto modo di entrare in contatto diretto con la realta’ dei giocatori che si sono rovinati: una famiglia mi aveva chiesto una ingente somma di nenaro perche’ aveva accumulato debiti”.Don Tarcisio Bordignon mette in guardia I fedeli si San Pio X.” La gente deve aprire gli occhi – ammonisce -. Sono in tanti ormai quelli che diventano schiavi del gioco e l’apertura di nuovi posti dove poter tentare la sorte certo non aiuta. L’effimero da l’illusione del guadagno facile, chi promuove questo business punta sull’ignoranza e sulla semplicita’ di tante persone: lui diventa ricco, mentre I poveri si moltiplicano. E poi vengono a cercare il nostro aiuto, una volta che restano senza niente. Io invece credo nel progetto educativo di rendere responsabile ognuno delle proprie azioni, per evitare di cadere nella spirale dell’azzardo”. Il parroco di Chiavris don Carlo Gervasi, prefesrisce approfondire il tema prima di esprimersi. “Devo prendere informazioni sulla nuova casa da gioco che stanno realizzando qua vicino – afferma. Ho visto la pubblicita’ sulle vetrine. Quando avro’ un quadro esatto della situazione, ne parlero’”.
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