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Il Quotidiano FVG
03 settembre 2011
Bisogna prestare attenzione ai monori e agli eccessi
No ai giochi d'azzardo on line
di Daniele Damele
Quand’ero ragazzo guardvo nelle pagine di aclune riviste le pubblicita’ dei casino’ con in evidenza tavoli verti e croupier, ma anche gettoni scaricati, ovviamente in gran quantita’, dalle slot machine. I casino’ c’erano e ci sono ancora, specie nella vicina slovenia, ma sono stati affiancati da una nuova forma di azzardo casalingo, piu’ subdola e pericolosa perche’ facile, accessibile a tutti dal proprio PC con , come si suol dire in questi casi, un semplice click. Se n’e’ accorta, meglio tardi che mai (agli allarmi sono stati lanciati da molti molto tempo fa), anche l’Unione Europea, che ora ammonisce sui rischi del gioco d’azzardo on line. Stando ai dati forniti dall’Ue, in Italia un cittadino su cento e’ dipendente dalle scommesse digitali: e’ una percentuale elevatissima. A detti giochi virtuali si accede con la carta di credito. Trattasi di giochi che portano al prosciugarsi silenzioso e ahime’ reale del conto in banca. La Commissione europea sta lavorando a un provvediemnto in materia, ma forse e’ gia’ tardi. Intanto invia un “sos” ai cittadini del nostro continente, lanciando una consultazione, conclusasi nei giorni scorsi, avente lo scopo di ottenere pareri, informazioni ed esperienze che possono agevolare il legislatore europeo a dare forma a una corretta e completa normativa. ”L’obiettivo – spiega la rappresentanza italiana della Commissione europea in Italia – e’ raccogliere informazioni e dati dettagliati su aspetti essenziali, come l’organizzazione dei servizi di gioco d’azzardo on-line e il controllo del rispetto della normativa applicabile, la tutela dei consumatori e altri aspetti pertinenti di politica pubblica, oltre alle comunicazioni commerciali e ai servizi di pagamento”. Il risultato della consultazione sara’ importante per indirizzare gli interventi dell’Ue in materia. E’ chiaro che l’Unione europea non mettera’ I bastoni tra le ruote agli operatori pubblici e privati del settore anche perche’ il gioco d’azzardo, che si faccia in ricevitoria o davanti al PC di casa, riempie le casse di quegli stessi organismi che poi intendono muoversi per lottare contro la dipendenza, parlando di gioco responsabile. Qualche contraddizione o forse addirittura controsenso evidentemente c’e’. L’obiettivo dell’Ue, quando si parla di legislazione comunitaria, e’ quello di combattere la frode e le attivita’ criminali, ma accanto a cio’ occorrerebbe impedire seriamente l’accesso a questi siti ai minorenni e a chi eccede. Insomma un’azione d’informazione chiara per le famiglie va fatta e presto perche’ non dobbiamo permettere che quella cifra dell’1% di dipendenza da scommesse digitali aumenti, ma invece possa diminuire. Rolando De Luca e’ il padre fondatore del centro terapia di Campoformido, apripista in Italia e ancora oggi un modello per tutto il Paese per il contrasto al gioco d’azzardo. De Luca, che segue con professionalita’ eccelsa gruppi di ex giocatori, ha le idee ben chiare: ha definito una presa in giro, una manfrina che supera I limit della decenza l’approccio della Ue in merito. “L’azzardo puo’ creare danni enormi e il gioco responsabile non esite. Com’e’ possibile che le istituzioni si preoccupino di tutelare I cittadini quando gli stessi cittadini sono bombardati da pubblicita’ che invitano a scommettere soldi? Il numero di dipendenti dall’azzardo aumenta perche’ e’ sempre piu’ forte la presisone mediatica”: dice il friualno De Luca. Come dargli torto?
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