Il gruppo per il recupero dei giocatori d’azzardo e delle loro famiglie di Campoformido, meglio noto come Agita, stanotte risponderà alle domande dei radioascoltatori interessati ad approfondire le tematiche legale alla dipendenza da roulette.
Il presidente e il vice presidente dell’associazione saranno ospiti della trasmissione “La notte dei misteri”, in programma su Radio Uno dalle 0.35 alle 4, condotta dalla giornalista Stella Antonucci. Al programma parteciperanno anche lo psicologo Rolando De Luca, fautore del gruppo di recupero dei giocatori d’azzardo, il sociologo Maurizio Fiasco di Roma, ed ex giocatori d’azzardo insieme alle loro famiglie.
L’associazione, costituita nel mese di maggio dello scorso anno, promuove la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo e di altre dipendenze; sviluppa, inoltre, dei programmi sul gioco d’azzardo attraverso l’informazione, la formazione e la ricerca, attivate anche in collaborazione con altri soggetti istituzionali. Non ultima l’iniziativa assunta nei confronti del gioco del Bingo che sta per decollare anche a Udine, a Cervignano e a Martignacco. I responsabili dell’associazione, infatti, hanno invitato i primi cittadini di questi comune a valutare i possibili rischi di dipendenza da gioco che possono derivare dall’apertura delle sale. Ma Agita promuove anche la tutela dei diritti civili del giocatore d’azzardo e il loro reinserimento nel mondo del lavoro e delle professioni nonché nella comunità sociale. Attualmente i gruppi di terapia sono quattro (oltre a una comunità terapeutica) e coinvolgono tra giocatori d’azzardo e familiari un centinaio di persone. Così ne abbiamo parlato in radio Ieri Jamma.it ha dato notizia di una trasmissione che sarebbe andata in onda su Radiouno ed alla quale ha partecipato la A.GI.TA., una associazione di ex giocatori d’azzardo, ed il sociologo Maurizio Fiasco.Nonostante l’argomento si presentasse di grande interesse( la dipendenza da gioco d’azzardo) è prevedibile che non molti colleghi si siano messi in ascolto in considerazione dell’orario della messa in onda. Noi di Jamma, non solo l’abbiamo seguita per intero e ve ne diamo un breve resoconto, ma siamo intervenuti in diretta in rappresentanza della categoria e per dare testimonianza della nostra attuale situazione.Alle difficili storie, spesso drammatiche di persone che hanno vissuto o stanno vivendo esperienze terribili, a volte troppo vicine alla tragica soluzione del suicidio, ho ritenuto fosse necessario affiancare uno squarcio sulla realtà opposta, quella di coloro che del gioco ne fanno una professione. Con il professor Fiasco ho condiviso il convincimento che in merito al rapporto tra domanda e offerta, relativamente al gioco, è riscontrabile una totale indifferenza da parte delle istituzioni, soprattutto sulla disuguaglianza che esiste tra le due parti.Sicuramente da parte nostra è necessaria una maggiore attenzione alla tutela del giocatore ed una ulteriore apertura verso strutture che si interessano di problematiche che dovremmo conoscere meglio per meglio esercitare la nostra professione.Con sorpresa ho invece constatato che sia la giornalista conduttrice del programma, che il professor Fiasco sono perfettamente al corrente delle nostre problematiche, di cosa ci riserverà la Finanziaria 2002, della prospettiva di apparecchi che diano la vincita in monete ed non in gettoni.A queste informazioni elencate dalla conduttrice si univano quelle relative alla SAPAR ed alla sua funzione di associazione di categoria.Dal professor Fiasco è arrivata anche una conferma che la legge 388/00 è servita solo a far sì che ulteriori realtà lontane da chi esercita onestamente il nostro lavoro si siano sovrapposte a noi forti di una normativa con troppe lacune.Un evidente consenso ha riscontrato anche la mia riflessione in merito alla eventuale installazione di slot-machine all’interno delle sale Bingo con la malcelata intenzione di farne dei veri e propri casinò di quartiere.Dal sociologo, profondo conoscitore del gioco d’azzardo in Italia e non solo, è arrivata la conferma che se l’azzardo, così come è successo, diventa business è scontato che chi lo esercita, vedi concessionari dei giochi, chiederà di incrementare sempre di più i propri guadagni.Allora slot-machine, videopoker, nuovi casinò, chi più ne ha più ne metta. Tutto questo dimostra che spesso l’informazione non si limita a ciò che balza agli occhi, chi vuole sa leggere tra le righe e sta all’intelligenza ed alla capacità individuale capire dove sia la verità. Jamma si è sempre proposto di informare, senza censure, senza stabilire una gerarchia delle informazioni nella convinzione che molti errori siano da attribuire alla disinformazione od alla distorta interpretazione dei fatti. A volte siamo stati criticati di dare molte notizie, apparentemente lontane dalla nostra realtà, una scelta che nel tempo ha dimostrato di avere un difetto, vengono date con anticipo rispetto ai tempi ai quali eravamo abituati.E’ evidente che altri hanno cominciato a farlo, forse perché la scelta nel tempo non si è rivelata poi troppo sbagliata. Da parte nostra c’è sempre e comunque la fiducia negli operatori, in chi sente realmente questa professione, nelle loro capacità di interpretare senza la necessità di intermediazioni e commenti.Che ciascuno si faccia una propria idea, magari che cominci a proporla e che abbia l’onestà di parlarne anche con interlocutori, come A.GI.TA. o le associazioni di consumatori, di cui non dobbiamo sottovalutare l’importanza e l’impegno. Monica Cuprifi Da Jamma.it 25 agosto 2001 Bingo, la macchina del gioco è già in crisi I concessionari al governo: lasciateci trasformare le sale in piccoli casinò. E il via potrebbe slittare ancora MILANO - Si fa presto a dire Bingo. Si fa presto a raccontare la bella favola del tombolone nazionale, con il gradito contorno di vincite miliardarie e migliaia di nuovi posti di lavoro. Era questa la terra promessa dell’azzardo all’italiana, nuova fonte di ricchezza per l’industria del settore e, ovviamente, dei patiti del gioco. Ce n’era per tutti, compreso lo Stato, che dalle imposte sulla tombola elettronica, giocata in centinaia di sale sparse in tutta Italia, contava di tappare qualche falla nei conti pubblici. Ma, a quanto pare, la macchina del Bingo fatica a partire. Anzi, secondo i pessimisti, sarebbe già in panne. Forse esagerano, ma intanto centinaia di imprenditori, quelli che per primi si erano lanciati alla rincorsa della nuova frontiera, ora sudano freddo. Temono di perdere centinaia di milioni, di chiudere bottega ancor prima di aprirla. E così, per salvare il salvabile, la lobby del gioco, forte di innumerevoli contatti nei palazzi della politica, si è già messa in moto. Grandi società come Formula Bingo di Luciano Consoli, Snai, quotata in Borsa, la spagnola Cirsa, tutte impegnatissime sul fronte del Bingo, hanno già cominciato i primi cauti sondaggi nei palazzi della politica. Si preparano a chiedere interventi urgenti, nuove leggi ad hoc per rispettare, almeno parzialmente, le grandi promesse dei mesi scorsi. C’è un grosso problema burocratico, spiegano gli addetti ai lavori, e un altro più strettamente economico. Sul primo fronte si profila uno scontro con le amministrazioni comunali. Le sale per il Bingo (ex cinema, discoteche, supermercati, vecchie autorimesse e magazzini), hanno bisogno di interventi di ristrutturazione per rispettare tutte le prescrizioni del bando di gara. Di conseguenza servono permessi edilizi e via libera delle Asl. Tutto deve essere pronto entro la metà di dicembre, quando, secondo i termini della gara, i locali saranno messi a disposizione per il collaudo da parte dei tecninci dei Monopoli. In caso contrario la concessione verrà ritirata. Ma il fatto è che i comuni si muovono in ordine sparso. Ognuno tratta a modo suo le sale per il Bingo e tra lungaggini di ogni tipo molti operatori temono di andare fuori tempo massimo. Tanto che i veri padroni del mercato, da Formula Bingo fino a Cirsa, adesso vedrebbero con favore una proroga della scadenza di dicembre. «Porebbe servire più tempo per risolvere gli intoppi» dice Walter Cecchini, numero uno di Cirsa in Italia. E Luciano Consoli, patron di Formula Bingo, si dichiara «molto preoccupato». Insomma, le lobby sono al lavoro. E non è detto che la proroga alla fine non venga accordata. Sarebbe l’ennesimo rinvio in una storia infinita. La grande giostra doveva partire nel 2000. Poi tutto è slittato alla scorsa primavera. Niente da fare. A luglio i Monopoli di stato hanno ufficialmente comunicato le graduatorie delle 415 concessioni assegnate. Siamo ad agosto e tutto è fermo. Se ne riparla in autunno, forse a dicembre, forse l’anno prossimo. Non è anora un disastro, ma poco ci manca. I concessionari hanno già cominciato a lamentarsi. Molti di loro spiegano di aver pagato mesi di affitti a vuoto per la sale. Per il momento, di sicuro, ci rimette il Fisco, che per il 2001 aveva già stimato 800 miliardi di lire di incassi dal neonato Bingo. Tutto in fumo, ovviamente, visto che il gioco è ancora ai blocchi di partenza. Il nuovo governo è già corso ai ripari. Promette di rivedere l’intero settore dei giochi. E in effetti c’è anche da rimediare al flop delle scommesse sportive, lanciate senza fortuna dai precedenti esecutivi a guida ulivista. Si vedrà. Ma intanto, dopo l’iniziale trionfalismo, anche gli operatori del Bingo hanno rifatto i loro conti. Nei piani economici diffusi ai propri clienti da provider come Snai e Formula Bingo il punto di equilibrio per una sala da 1.200 metri quadrati e 450 posti viene fissato intorno ai 20 miliardi di lire. Se i ricavi annui scendono sotto questa soglia, per il gestore c’è il rischio concreto di lavorare in perdita. Un rischio che, in efffetti, appare tutt’altro che teorico. Per raggiungere i fatidici 20 miliardi, la sala Bingo (con 11 mesi di apertura l’anno) dovrà riuscire a vendere qualcosa come 20 mila cartelle al giorno, ovvero 1.600 all’ora, ciascuna al prezzo di 3 mila lire. Come dire 260 cartelle per ogni tornata di gioco, che dura circa 10 minuti. Possibile? Tra gli esperti del settore non mancano gli scettici. «Diamo per scontato un periodo di rodaggio di un paio di anni - precisa Consoli - poi pensiamo che il business dovrebbe cominciare a produrre utili». Il segreto, dicono gli esperti, è trattenere il più possibile i giocatori all’interno delle sale, offrendo ristorazione, bar, intrattenimento vario. Ma le incognite restano. Prima tra tutte la risposta del pubblico italiano al nuovo tombolone, da anni molto diffuso in paesi come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Spagna. Il flop delle scommesse sportive sembra sia servito da lezione ai professionisti dell’azzardo. Tutti, a cominciare dal governo, puntavano su un’illimitata propensione al gioco degli italiani. Bilanci alla mano, si sbagliavano. Il giro d’affari alla fine si è rivelato di molto inferiore al previsto. Sul Bingo invece, a quanto pare c’è già un paracadute pronto. Se la tombola non basterà a far quadrare i bilanci degli operatori si può sempre allargare l’offerta. Ed ecco che le lobby del settore sono pronte a chiedere al governo l’autorizzazione a installare nelle sale del Bingo anche una serie di nuovi giochi. Primi tra tutti slot machine e videopoker. La legge per il momento non lo consente. Ma le pressioni sui politici sono già incominciate. Nel nome della tombola. Da Corriere della Sera 01 agosto 2001 Bingo: la fonte di giovinezza? Intanto nel Regno Unito una ricercatrice sta studiando se il Bingo può aiutare la gente a salvaguardare le loro facoltà mentali mentre invecchiano. La ricercatrice di psicologia Julie Winstone dell’ Università di Southampton sta iniziando in questi giorni uno studio per appurare se il Bingo può avere benefici psicologici di lunga durata sui giocatori. Tre milioni di persone giocano a Bingo ogni anno in Gran Bretagna e giocare richiede abilità e memoria visiva. Poiché queste facoltà menatali si possono deteriorare gradualmente mentre la gente invecchia, il Bingo potrebbe essere il modo migliore per mantenerle in perfetto stato di funzionamento. I giocatori infatti devono poter controllare i numeri che escono velocemente ed avere un buon coordinamento mano- occhio. La Winstone dice che giocare a Bingo può mantenere la mente più giovane e rallentare gli effetti dell’invecchiamento. A questo proposito spera di reclutare giocatori di tutte le fascie d’età e di studiare come la loro abilità mentale cambia nel tempo. Il risultato di questa ricerca, dice, potrebbe essere determinante per capire quanto può essere mantenuta lucida la mente dei giocatori di Bingo. Se è possibile scoprire cosa si può fare in pratica per evitare che la mente invecchi, questo potrebbe essere di grande aiuto. Il declino mentale può essere parzialmente dovuto alla mancanza di esercizio. E’ inevitabile, così come il declino fisico, ma se una buona attività fisica rallenta il declino fisiologico lo stesso può essere fatto per quello mentale. fonte EUROSLOT