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Messaggero Veneto
02 dicembre 2011
A Campoformido dal 2000, grazie al dottor De Luca, opera l'Associazione degli ex giocatori d'azzardo
Ecco la speranza per chi decide di smettere
di Domenico Pecile
Il 25 maggio del 2000 si è costituita legalmente l’Associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie, con sede a Campoformido. L’Associazione ha sede nel municipio. Ma il lavoro preparatorio era cominciato nel 1995 quando il dottor Rolando De Luca, psicologo e psicoterapeuta – vero antesignano del trattamento delle dipendenze da gioco – che tre anni dopo aveva dato vita alla costituzione del primo gruppo terapeutico. Attualmente sono attivi 10 gruppi di terapia. Nel 2006 il Comune di Campoformido, primo in Italia, ha approvato un odg sul gioco d’azzardo nel quale impegnava gli amministratori locali a diffondere la conoscenza dei fenomeni connessi al gioco d’azzardo e a promuovere nella popolazione una sorta di cultura che servisse da deterrente. Ma ecco i dati sui giocatori in trattamento riferiti al 30 settembre 2010, forniti dallo stesso De Luca. Per il 74% i giocatori sono sposati o convivono, il 7% ha la licenza elementare, il 40% quella media, il 47% ha un diploma e il 6% la laurea. I giocatori provengono per l’89% dal Fvg. E ancora: il 3% ha meno di 30 anni, il 28% tra i 30 e i 40, il 33% dai 40 ai 50, il 25% tra i 50 e i 60 e l’11% ha più di 60 anni. L’87% dei giocatori in terapia è costituito da uomini, il 13% da donne. Il 54% sono lavoratori dipendenti, il 26% autonomi, il 17% pensionati, il 3% casalinghe. Molti giocatori d’azzardo sono forti fumatori (il 62%); e si accerta l’abuso di alcol (almeno tre volte la settimana) nel 22% dei giocatori e di una o più sostanze psicotrope nel 2%. Il 28% dei giocatori frequentava il casinò, il 19% giocava alle new slot, il 16% al lotto, il 13% al superenalotto, l’11% al grattaevinci, il 5% alle corse di cavalli, il 2% frequentava bische, l’1% giocava al Bingo. Il restante 5% si dedicava ad altri giochi. «È interessante informare – sostiene lo stesso De Luca – come nel corso della lunga terapia di gruppo le persone tendano ad abbandonare completamente anche la dipendenza da tabacco (nel 30% dei casi), il che significa che si fa strada un nuovo stile di vita, orientato al benessere». La percentuale d’abbandono della terapia è di circa il 5%.
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