La notizia dell'apertura di una sala Bingo anche a Cervignano ha attirato l'attenzione dell'Agita, associazione composta da ex giocatori d'azzardo e dai loro familiari, e ieri due suoi rappresentanti hanno ottenuto un incontro con il sindaco Mauro Travanut, al fine di metterlo in guardia sui rischi che il gioco porta con sé. Lo psicoterapeuta Rolando De Luca ha esposto al primo cittadino alcuni dei "danni" causati da questa attività. «Nessun giocatore al mondo ha mai vinto - ha detto - perché è impossibile, per chi gioca più volte, terminare con un attivo. Ma quello che è più pericoloso è che circa il 10\% dei giocatori diventa compulsivo, ossia non riesce più a fermarsi. In questi casi ne va di mezzo la persona e la sua famiglia portata alla bancarotta: i figli non possono più studiare, non si riesce a pagare le spese, tutto va a rotoli». De Luca ha paragonato il gioco d'azzardo al traffico sulle strade, affermando che se si sa che una curva o un incrocio sono pericolosi è giusto che vengano segnalati adeguatamente, se non addirittura interdetti alla circolazione. Quest'ultima soluzione è quella che sembra piacere di più all'Agita e il vicepresidente Eliano Valvason non ha dubbi sul fatto che sia l'unico modo di affrontare un simile problema. «Noi ci battiamo affinché il gioco venga vietato», ha affermato. Un atteggiamento fortemente proibizionista, simile a quello tenuto da altri su temi come la droga. Un esempio di questa somiglianza è rappresentato dal modo in cui viene descritto il giocatore, ossia una persona incapace di intendere e di volere e pericolosa per se stesso e per gli altri. Le sale Bingo secondo questi nuovi crociati non hanno alcuna funzione positiva. «I posti di lavoro creati sono minimi, in media 17-18 a sala - spiega De Luca - Il giro d'affari previsto è di circa 5000 miliardi, solo 1000 dei quali vanno allo Stato». Anche l'obiezione tipica dei gestori, cioè che le sale sono un modo di aggregare le persone, non convince lo psicologo: «La verità è che chi va in questi posti ci va solo per giocare e non vi è alcuna comunicazione tra le persone». Travanut dal canto suo è sembrato molto colpito dalle parole di De Luca e ha ribadito quelle che sono le sue posizioni su questa vicenda: «Ritengo che il gioco non sia un'attività da promuovere - ha spiegato - e personalmente non gioco mai. In ogni caso, prima di fare dichiarazioni definitive voglio sentire l'altra campana». Presumibile, dunque, che nelle prossime settimane vi sia l'incontro con Sabatino Mansi, presidente dell'omonimo gruppo che gestirà la sala cervignanese nell'hotel Internazionale.