Udine bandisce le sale da gioco dal centro storico. «Nel nuovo Piano regolatore – annuncia l’assessore Antonio Corrias – sono state incluse limitazioni urbanistiche che escluderanno il proliferare dell’azzardo in città». Al momento, sono 11 le sale da gioco e 25 gli esercizi che hanno quale attività principale le scommesse. Ma nel 2011 sono stati già 3 i rifiuti a nuove aperture mentre una licenza è stata sospesa. Il pugno duro dell’amministrazione contro il gioco patologico andrà avanti anche nei prossimi mesi. «Sanzioneremo gli schiamazzi e verificheremo il rispetto delle norme di sicurezza – assicura Corrias –, con particolare attenzione anche alle periferie». La piaga dell’azzardo colpisce infatti molti udinesi. «Sempre più persone si rivolgono agli Uffici comunali chiedendo aiuto per vincere quella che è a ogni effetto una dipendenza – dice Corrias –. È capitato a tutti di vedere un pensionato che gioca 40 euro al Lotto, cifra che diventa ancora più considerevole se si calcola che le estrazioni settimanali sono 3. Tutti si lamentano di dover pagare le tasse, ma anche quella del gioco è in definitiva una tassa. Il denaro finisce direttamente nelle casse dello Stato, ma i problemi rimangono ai Comuni». Ecco allora che Corrias, dopo aver dichiarato guerra al gioco patologico, lancia la proposta di istituire «un osservatorio permanente che monitori il fenomeno, magari anche con l’attivazione di un numero verde a cui rivolgersi in caso di difficoltà». E l’assessore ha pensato anche a un incontro da tenere nei prossimi giorni, quando vorrebbe «convocare un tavolo con i parlamentari friulani per promuovere una proposta di legge che possa arginare il fenomeno. Penso per esempio alla regolamentazione delle pubblicità – continua Corrias – ma anche al fatto che una parte degli introiti venga reinvestita nella prevenzione e in campagne di informazione ad hoc». Oltre a ostacolare il proliferare delle sale da gioco nel centro storico, il Piano regolatore «prevede spazi adeguati per le realtà contemplate in città, ovvero attività commerciali e residenti – dice da parte sua l’assessore alla Pianificazione territoriale, Maria Grazia Santoro –. Lo spazio urbano prevede aree diversificate così che sia gli operatori sia gli abitanti potranno avere a priori la certezza di quanto accade nel proprio isolato. Al momento tutto è possibile. Invece è opportuno rispettare i residenti, ma anche garantire alle attività la possibilità di fare sistema, in modo che in centro trovino uno sviluppo parallelo i due aspetti». La nuova visione suddivide dunque le vie ad alta frequentazione dalle traverse. «Nelle prime saranno concesse aperture alle attività, sempre nei limiti stabiliti dalla norma, mentre nelle strade secondarie sarà favorita la residenzialità – spiega Santoro –. Ponendo la questione sul piano pratico, in via Poscolle saranno incentivate le attività commerciali, mentre per esempio in via Brenari sarà prestata maggiore attenzione alle esigenze espresse dai residenti».