Purtroppo, però, la situazione è così grave che, come nel caso delle sigarette, qualsivoglia campagna, anche la più drastica, potrebbe non bastare». Rolando De Luca, psicoterapeuta, si occupa ormai da 20 anni delle conseguenze del gioco d`azzardo su chi lo pratica attivamente ma anche su chi lo vive di riflesso, in famiglia. E - tiene subito a precisare - «non è un gioco ma si è fatto credere che di questo si trattasse per promuoverne la diffusione in termini esponenziali».
«Preoccupano i casinò della vicina Slovenia o Croazia, verso i quali vengono organizzati perfino pullman di pensionati dallo Lombardia piuttosto che dall`Emilia Romagna, ma allarmano in misura ancora più grave - spiega De Luca - le slot machine, il gratta e vinci, il lotto, il poker e l`azzardo on line, sempre più diffusi tra i giovani universitari». Lo testimoniano tanti docenti d`ateneo, voti d`esame dei ragazzi alla mano. «I bei voti oggi sono un 25, un 26 compatibili con le ore sottratte allo studio di notte e impegnate magari nel poker on line».
Non solo: con la crisi in atto, l`azzardo diventa il mestiere altemativo. A Campoformido, vicino a Udine, De Luca, supportato dal Comune e, a raggio più ampio, dalla stessa Caritas diocesana, sta accompagnando da tempo la terapia di tanti (ex) giocatori con un`azione culturale per disincentivare quella che sta diventando, invece, una cattiva cultura, l`affidamento alla fortuna. I risultati? Naturalmente ci sono, anche se poco appariscenti, perché il gioco dilaga, sotto ogni possibile forma, sempre più spesso col benestare dello Stato. Sicché aVenezia i tabaccai protestano contro il digiuno dal "gratta e vinci" proposto dal Patriarcato.
La crisi dovrebbe aver svuotato le tasche di tanti, troppi italiani, cominciando dai pensionati. Eppure dagli studi di De Luca si rileva un costante aumento nella quantità di denaro investita; tra gioco legale e illegale è calcolata una spesa media attorno agli 80 miliardi di euro. «Si riscontra un maggiore ricorso al gio- co da parte dei ceti medio-bassi e, in particolare, nelle famiglie con doppio reddito sembra emergere una certa propensione a destinare una parte degli introiti alla sorte; si ipotizza in questo caso che la seconda entrata costituisca un incentivo verso il gioco, inteso come un vero e proprio "investimento" altemativo piuttosto che come un costoso passatempo».
Sono maturi i tempi per il contrasto al gioco d`azzardo elettronico, che non ha solo implicazioni di ordine pubblico ma è una vera e propria malattia sociale e rientra quindi nelle competenze del Ministero della Salute»: questa la convinzione di Renato Balduzzi, ieri aVercelli per una lezione pubblica su "I principi cardine della Costituzione" organizzata dall`Arcidiocesi. Balduzzi, interrogato sulla possibilità di un futuro intervento legislativo in materia, ha precisato di non voler in alcun modo scavalcare «la collegialità delle decisioni del governo», ma ha ribadito la «forte attenzione» dell`esecutivo su questa problematica, che verrà affrontata, a quanto si apprende, insieme al Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera.
Lo psicoterapeuta De Luca: le scommesse on line sono sempre più diffuse tra gli universitari.