SAN VITO. «I Servizi sociali sono ormai invasi da persone con problemi economici legati al gioco: stimo che almeno un quarto degli utenti che si rivolgono agli uffici siano coinvolti in queste situazioni». L’allarme gioco d’azzardo a San Vito viene lanciato, stavolta, dal consigliere comunale Gio Battista Scodeller, presidente della seconda commissione consiliare, ex assessore alle Politiche sociali e ora delegato agli sportelli dedicati ad amministratori di sostegno e alla protezione sociale di carattere giuridico-familiare. E proprio al lancio di quest’ultimo servizio era stato il sindaco, Antonio Di Bisceglie, a parlare di «segnali inquietanti», dai Servizi sociali, sulla diffusione nel contesto locale degli indebitamenti legati al gioco assiduo alle macchinette.

Nel territorio comunale ci sono cinque sale da gioco (quattro in centro e una a Gleris), mentre i bar con un angolo slot e rivendita di gratta e vinci non si contano più. Anche in consiglio comunale si è chiesto di intervenire, ma l’amministrazione ha fatto notare che i poteri di autorizzare o meno le aperture di simili sale, da parte di un Comune, sono pressoché nulli. Semmai possono essere messi paletti, ma sinora non ci sono stati segnali in questo senso. Scodeller ha invece pensato a un’altra iniziativa, considerando che «i Servizi sociali dell’Ambito sono ormai invasi di persone con difficoltà economiche dovute ai motivi più disparati: è difficile distinguere i vari casi personali, ma si può dire che almeno un quarto siano legati al gioco».

Il consigliere in primis ha convocato per lunedì, alle 18, la seconda commissione per discutere del problema. Seguirà un incontro pubblico che si svolgerà dalle 19 alle 20, in sala consiliare. Il tema sarà “Le dipendenze d’azzardo: cause e rimedi - L’esperienza di Campoformido”. L’appuntamento, aperto a tutti, è rivolto in particolare agli operatori sociali e sanitari dell’Ambito e del distretto sanvitesi. Interverranno Rolando De Luca, responsabile del Centro terapia ex giocatori d’azzardo di Campoformido, e Maurizio Cechet, vicepresidente dell’Agita (Associazione ex giocatori d’azzardo e loro familiari) di Campoformido.

L’80 per cento degli italiani ama misurarsi col gioco, anche se soltanto una minima parte cade nella patologia. Ma in un momento di crisi economica come l’attuale il ricorso alla dea bendata si fa più intenso. «Si sfida la fortuna con qualsiasi gioco nella speranza di racimolare qualche euro – continua Scodeller –. Talvolta il gioco sfugge di mano: San Vito non è indenne da questa piaga. A Campoformido De Luca, psicologo e terapeuta, ha creato un centro conosciuto a livello nazionale. La sua esperienza è legata alla strategia terapeutica che consente ai giocatori d’azzardo e alle loro famiglie di raggiungere e mantenere l’astinenza dal gioco e riscontrare a lungo termine risultati positivi. L’incontro sarà un momento interlocutorio, ma potrebbe essere l’inizio di una collaborazione continuativa e fattiva». La commissione vaglierà anche la possibilità di inserire alcuni paletti alle aperture di sale giochi (per esempio basati sulla distanza da certi luoghi) esaminando un regolamento esemplificativo che è stato inoltrato dall’Anci ai Comuni.