Oltre seimila sedute di gruppo, con una decina di incontri alla settimana e centinaia di “malati” in terapia, singolarmente o assieme a qualche familiare. Il tutto con risultati che parlano rasoli.
I diretti responsabili dei gruppi operanti nei centri di terapia di Campoformido per ex giocatori d’azzardo non vogliono usare parole o termini entusiastici. Eppure il successo di questa formula c’è e si vede tutto, anche per chi dell’argomentone sa poco.
E proprio di questo e dei risultati ottenuti nel corso di questi anni dai gruppi di terapia di Campoformido si parlerà domenica nella sala consiliare delComune di Campoformido, con inizio alle 9.30, in occasione del convegno organizzato da Agita, l’associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie, in collaborazione con la Caritas diocesana e la Consulta nazionale antiusura.
In un paese, l’Italia, dove nel 2011 si sono giocati in azzardo la bellezza di 80 miliardi di euro (sì, proprio miliardi...), Udine e l’intera provincia non sono realtà esenti dal fenomeno. Anzi. E la nascita in città di un numero sempre maggiore di sale, con video-lottery e altri giochi,ne sono la prova.
Ecco, però, che a portare il minimo conforto ci sono i dati relativi ai risultati ottenuti da questi gruppi di terapia. Risultati non tanto, ovviamente, nel contrastare la proliferazione di queste tipo di sale, quanto piuttosto nell’aiutare chi finisce in una situazione patologica.
I gruppi di terapia di Campoformido aiutano i “malati di gioco”. Quelli che vanno ben oltre al semplice pomeriggio passato in compagnia in qualche sala. Aiutano quelli che negli anni, a causa di questa che è più una vera “patologia”, hanno visto annullare lavoro, amicizie e rapporti familiari. E li aiutano attraverso un percorso di sedute di gruppo che nel tempo servono al singolo ma anche alla famiglia.
Ed ecco allora le cifre che saranno presentate domenica dallo psicologo e psicoterapeuta Rolando De Luca, responsabile del centro di terapia di Campoformido per ex giocatori e familiari. Negli ultimi tre anni nessuno ha lasciato la terapia e il 90 per cento dei giocatori che partecipa e che ha partecipato alle sedute non gioca più d’azzardo. Il restante 10 per cento, pur continuando a frequentare la terapia, gioca main misura assolutamente ridotta e contenuta. E l’indice di disoccupazione è praticamente zero. In più, dato importantissimo, da quando sono stati attivati i gruppi, non si è verificato nessun suicidio tra i partecipanti alla terapia e parallelamente si è registrata una progressiva riduzione dei livelli di depressione e ansia.
Per quanto riguarda i risultati invece di chi dalla terapia è già uscito (dopo molti anni), si parla di un totale di 156 persone, di 55 giocatori e 101 familiari. Tra questi soltanto due sono tornati ai sintomi originari.
Ma se gli esperti commenteranno ufficialmente i dati nell’incontro di domenica, una cosa è già certa. Il metodo di Campoformido per curare i malati d’azzardo (ma che potrebbe essere utilizzato in molti altri ambiti) ha già fatto scuola in Sardegna, a Olbia, e ora il metodo è stato presentato anche inSpagna e in Argentina.