| |
Il Gazzettino
29 ottobre 2012
Gli Uomini in maggioranza. Casi gravi al femminile
di Walter Tomada
Il “laboratorio Campoformido” ha ormai una casistica scientifica consistente, messa a disposizione “perché stiamo lavorando anche per chi deve ancora chiedere aiuto”, spiega il dottor De Luca. E i dati analitici dell’attività clinica, squadernati in una lunga relazione condita anche da alcune sofferte testimonianze, permettono di tracciare un identikit se non del “giocatore”, perlomeno di chi si è sottoposto a terapia. Sette su dieci sono sposati, e sono mediamente scolarizzati (solo 4 su 100 sono laureati. Il centro ha ospitato l’88 per cento di pazienti friulani, ma anche molti veneti: l’eta media è di 47 anni per gli uomini (che costituiscono l’86 per cento dei casi, con frange giovanili in continua crescita) e di 54 per le donne, “che arrivano più tardi e in situazioni di solito più difficili”. Interessante capire a che giochi erano dediti: il 26 per cento giocava alle slot, il 22 al casino, il 14 al gratta e vinci, il 13 al lotto, il 12 al superenalotto e solo il 3 per cento ormai alle scommesse sui cavalli. Il 56 per cento sono lavoratori dipendenti, il 19 autonomi e il 21 pensionati. Solo 3 giocatori su 100 si presentano da soli in terapia. Più diffusa (il 23 per cento) la presenza di familiari che partecipano ai gruppi senza la presenza del giocatore: perché nel gioco a divertirsi è uno, ma a soffrire sono in tanti.
|