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11 dicembre 2001
Boom degli sms telefonici
In Danimarca il primo centro per disintossicarsi dalla nuova mania
La vostra comunicazione viaggia in Sms?
Il vostro amore è nato con gli Short Script Message?
Il vostro umore dipende dal numero di trilli, fischi, jingle con i quali il cellulare vi avverte che un messaggio attende sul display?
Beh, se tutto questo si trasforma in ansia, depressione, bisogno compulsivo di digitare sui tasti per comunicare qualunque cosa a chicchessia, allora siete a rischio.
Siete dei potenziali drogati di Sms.
Neonata dipendenza che si inscrive nel cerchio delle manie da tecnologia avanzata, che si tratti di Internet, Videogame, o GameBoy.
In Italia il fenomeno è ancora sommerso, ma negli Stati uniti, e adesso anche in paesi come la Svezia e la Danimarca, psicologi e psichiatri hanno già iniziato a curare i primi casi di tossicodipendenza da navigazione in Rete, abuso di chat-line, e adesso anche overdose di messaggi scritti sul cellulare. La notizia arriva dalla Danimarca, dove una clinica ha appena aperto una sezione per curare pazienti dipendenti, appunto, da Sms, all'interno di un istituto già specializzato nella disintossicazione di persone schiave del gioco, o assoggettate ad Internet.
Il caso, riportato dal quotidiano danese Jylland Posten, riguarda un autista di 25 anni, considerato il primo drogato da Sms. Prima di entrare in clinica passava tutta la notte attaccato al suo telefonino, inviando una media di oltre 200 messaggi al giorno, con una bolletta mensile che superava i tre milioni. Una vera e propria compulsione, l'hanno definita gli psicologi danesi, associandola alla dipendenza da Internet.
In Italia, dove sui cellulari viaggiano circa 12 milioni di messaggi al giorno, un caso di overdose da Sms non è stato ancora segnalato. Esistono invece dei gruppi in sono già presenti alcuni "internauti compulsivi".
Come l'associazione degli ex giocatori d'azzardo, che si occupa in primo luogo del recupero di chi è schiavo del tavolo verde. Spiega Rolando De Luca, responsabile del centro. "Le cosiddette dipendenze legali mutano con gli anni, di tanto in tanto ne escono di nuove perchè sono indotte dal mercato. Non è un caso che ci sia stata un'esplosione di febbre del gioco in questi ultimi tempi, legata all'enorme offerta di lotterie, videopoker, scommesse che hanno cambiato la vita degli italiani. La stessa cosa sta accadendo con Internet ed è inevitabile che arrivino le sindromi legate ai messaggi o quanto altro il mercato deciderà di offrirci. Il punto di fondo - spiega De Luca - è lavorare sul sintomo, per aiutare la persona a liberarsi del vizo del gioco, del tabacco, dell'alcol o di altro. Guarito il sintomo però si devono indagare le cause profonde. Altrimenti, guarito da quella droga, il soggetto, prima o poi, scivolerà verso un'altra forma di dipendenza".