“Per prima cosa non chiamiamolo gioco. Perche’ non lo e’: il suo nome e’ azzardo”. Rolando De Luca, psicoterapeuta che col progetto nato a Campoformido aiuta decine di persone a uscire dal tunnel della dipendenza patologica del gioco d’azzardo, mette bene in guardia la comunita’ di chi si affida alla dea bendata. “Una vincita importante, che tra l’altro non le e’ mai rispetto a quanto spende la gente in questo campo, cioe’ 85 miliardi di euro all’anno in Italia, e 1,5 in Friuli Venezia Giulia, non sempre porta bene – spiega -. Studi scientifici dimostrano che l’entrare in possesso, improvvisamente, di molto denaro, e’ dannoso”. Non solo: la festa e la forte eco, anche mediatica, che seguono a una vincita importante, causano un effetto “esplosione” che porta la gente ad azzardare ancora di piu’. “Da sempre, ma in particolare in questo period di crisi, in cui non ci sono soldi, non e’ forse il caso di comprare qualcosa da mettere in tavola piuttosto che buttare denaro tentando di vincere grosse somme con lotterie o scommesse? E’ vero, sono legali. Ma e’ anche vero che possono diventare la perfetta droga legale”. C’e’, quindi, anche un rovescio della medaglia, di cui tenere conto nel momento in cui si incassa il bottino: il peso psicologico di esserne in possesso che, come la celebrita’, puo’ cambiare radilcamente una persona da un giorno all’altro, con effetti non sempre positivi. “Il mondo e’ pieno di esempi di persone che, azzardando, si sono rovinate vita e famiglia”. De Luca, che con A.Git.A aiuta a uscire dalla spirale di questa patologia, ricorda che, in pochissimi anni, in Italia, l’”investimento” in azzardo e’ passato da 24 a 85 miliardi di euro.