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Messaggero Veneto
11 ottobre 2013
Azzardo di Stato
di P.B.
«L’azzardo è di Stato. Una legge sul gioco compulsivo in un’Italia che è enorme casinò è una vergognosa ipocrisia, come celebrare il Vajont 50 anni dopo che non si è fatto nulla per impedire la tragedia». Va giù duro Rolando De Luca, psicoterapeuta responsabile del Centro di terapia di Campoformido per giocatori d’azzardo e loro familiari, con centinaia di casi risolti con successo: «Un grande imbroglio – dice – questa attenzione per il gioco patologico mentre le occasioni per giocare si moltiplicano a dismisura, anche on-line coinvolgendo i giovani: un grandissimo affare per le casse statali». De Luca che segue con approccio di gruppo circa 300 persone impegnate a risalire la china, conferma che le richieste di aiuto sono in aumento. E non può non essere così, visto il mercato e pubblicità dilaganti. Non passa giorno senza che si apra un nuovo centro. «Gli imprenditori delle sale da gioco? Rispettabilissimi - afferma lo psicoterapeuta -: pagano le tasse e rispettano le leggi dello Stato». Il problema è a monte. La crisi economica, a differenza di quel che si potrebbe pensare, non frena, anzi acuisce il fenomeno. Chi è disperato perché i pochi spiccioli non gli bastano per il pane e il latte, che fa? Tenta la fortuna. Non ha dubbi De Luca che il fenomeno è nato quando lo Stato ne ha fatto un suo preciso disegno: fino agli anni ’80 chi giocava era una rarità, oggi ai grattaevinci che tappezzano ogni negozio è difficile resistere. Un dvd di testimonianze (anteprima su www.sosazzardo.it) sarà presentato a Campoformido il 1 dicembre con il nuovo libro “Sono il fallimento più riuscito della mia vita”. Si tratta di esilaranti aforismi colti nei gruppi terapeutici da De Luca, che definisce se stesso «uno stupido ottimista»: da dove altrimenti potrebbe venirgli la forza di continuare a combattere “contro vento” insieme ai suoi assistiti?
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