CAMPOFORMIDO (UD) - "Un volume d’affari tale da collocarlo al terzo posto dopo aziende come Eni e Fiat. Un business annuo sedici volte superiore a quello di Las Vegas. Leggi di mercato e istituzioni che ne hanno agevolato, invece che arginarla, la diffusione indiscriminata. È il gioco d’azzardo in Italia". È questa la premessa da cui muove "Zeroper - rimettersi in gioco", documentario scritto e diretto da Francesco Russo, che racconta storie di famiglie che hanno sconfitto la ludopatia. Il lavoro sarà presentato domenica 1 dicembre a Campoformido, in provincia di Udine, dove ha sede l'associazione "Agita", che riunisce ex giocatori e le loro famiglie (ore 9-12, sala consiliare del comune) e che è, indirettamente, la protagonista del documentario.
Che fare per controllare il numero sempre crescente di giocatori compulsivi? Come intervenire sulle nuove forme di dipendenza patologica che tocca oggi tassi epidemiologici? L’idea del nostro documentario si sviluppa proprio intorno a queste domande, ma vuole anche raccontare la significativa esperienza di Agita" spiega il regista. "Ho visto davanti a me tre strade - racconta uno dei protagonisti -: il carcere, il suicidio (anche se per un minuto soltanto) o la possibilità di farmi aiutare". E un altro riflette: "Penso sia difficilissmo uscirne da soli, è impensabile quando arrivi a certi livelli di sofferenza". Il trailer è disponibile nel sito www.sosazzardo.it.
Con l'occasione, domenica sarà presentato anche il libro di battute "Sono il fallimento più riuscito della mia vita", a cura dello psicoterapeuta Rolando De Luca, che conduce i gruppi del centro terapeutico di Campoformido (vedi lancio precedente). Il libro raccoglie freddure sul tema del gioco dette durante i gruppi. "Il gioco d’azzardo non è ereditario: chi è figlio di un giocatore d’azzardo non eredita nulla". "Lui gioca anche con gli assi da stiro". Tanto per riderci un po' su.