Messaggero Veneto
13 maggio 2014
Bruciati al gioco un miliardo e 319 milioni
La cifra spesa nel 2013 in FVG per lotto, lotterie, slot e scommesse. Le vincite sono state pari a un miliardo 55 mila euro.
di Laura Pigani
In FVG si gioca di meno a causa della crisi, tuttavia nel 2013 sono stati bruciati 1 miliardo 319 milioni di euro in lotto, lotterie, scommesse e apparecchi da intrattenimento, circa 19 milioni in meno rispetto al 2012. A dirlo sono i dati contenuti nel "Libro blu" dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli (elaborati da Agipronews).
La spesa effettiva in Fvg
In FVG, inoltre, sono state registrate vincite pari a un miliardo 55 mila euro (l'equivalente dell'1,9% del totale nazionale), mentre nel 2012 erano di poco superiori al miliardo. Nel 2013 la spesa effettiva (soldi spesi meno le vincite) si e’ attestata sui 264 milioni di euro, corrsipondente all’1,6% del valore complessivo italiano (l’anno precedente era invece di 336 milioni di euro). Di questi, sulla base di quanto riferito da Agipronews, gli apparecchi da intrattenimento – new slot e video lottery terminal (VLT) – hanno totalizzato 202 milioni di euro, il 76,8% del totale regionale, un dato superiore del 20% rispetto alla media nazionale (57%). I gratta e vinci sono la seconda voce in termini di spesa effettiva, con 37 milioni di euro (14% del totale), seguiti dal lotto con 35 milioni di euro (13,3%). La spesa nel bingo e’ stata di 9 milioni, mentre nelle scommesse sportive si e’ assestata sugli 8 milioni e nei giochi a base ippica sui 3 milioni. In controtendenza il superenalotto, dove il valore della spesa effettiva nel 2013 e’ stato in negativo (-30 milioni), poiche’ sono stati vinti piu’ soldi di quanti ne sono stati giocati.
I controlli sui giochi
Il bilancio delle verifiche effettuate in Friuli Venezia Giulia dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, parla di 1.293 esercizi controllati e della denuncia all’autorita’ giudiziaria di due personae per un totale di 175 mila euro di imposta accertata. Su tutto il territorio nazionale, invece, sono stati eseguiti 23.132 controlli.
A livello nazionale
Nel 2013, secondo I dati contenuti nel “Libro blu” dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, la spesa effettiva degli italiani in lotto e lotterie, scommesse e apparecchi da intrattenimento, e’ scesa del 6,6% rispetto all’anno prima, attestandosi a poco meno di 17,1 miliardi di euro, contro i 18,3 miliardi del 2012. Il calo della spesa, riferisce Agipronews, ha colpito quasi tutti i giochi. A soffrire maggiornmente e’ stato il settore degli apparecchi da intrattenimento per il quale gli italiani hanno speso quasi un miliardo di euro in meno (-9,7%), da poco meno di 10 miliardi del 2012 ai 9 miliardi del 2013. Spesa in calo anche per i gratta e vinci, con 2,6 miliardi (-4,6%). Perdite a due cifre per il superenalotto (-23%) per il quale sono stati spesi circa 800 milioni. Sono tre, invece, i giochi in controtendenza: le scommesse sportive, con 782 milioni (+11,7%) di spesa effettiva, seguite dal bingo, con 622 milioni (+7,6%) e dal lotto, che lo scorso anno ha registrato il +4,4%, con una spesa di 2,2 miliardi. L’Erario, invece, fa segnare una crescita percentuale dell’1,7% (quasi 8,2 miliardi, contro gli 8 miliardi del 2012).
Il direttore della Caritas
Il gioco troppo spesso si trasforma in dipendenza. Il direttore della Caritas diocesana udinese, don Luigi Gloazzo, non usa mezzi termini e spiega che evitare quello che definisce “un dramma” e’ “una battaglia persa, perche’ va contro gli interessi dello Stato, che decide le tasse ma al contempo incentiva il gioco”. La Caritas cerca di limitare le gravi conseguenze che la dipendenza comporta a livello familiar e professionale (“i giocatori compulsivi sono persone disintegrate sotto il profilo relazionale e lavorativo”) e, spiega il direttore, si e’ cercato di “collaborare con le scuole superiori” in via preventiva e “con il centro di terapia per ex giocatori d’azzardo di Campoformido”. “Ci troviamo impotenti – continua don Gloazzo – contro chi sfrutta le debolezze altrui per fare soldi. E poi – aggiunge – le slot machine e gli altri simili non si dovrebbero nemmeno chiamare giochi. Il gioco e’ fatto di relazioni e interazioni tra le persone e non con una macchina. Per chi cade dentro il vortice della dipendenza, a livello psicologico – conclude – si trtta di una sfida contro la morte che causa profitto a chi la incentiva”.