Zeroper – Rimettersi in gioco è un percorso emotivo attraverso la piaga della dipendenza da gioco d’azzardo, dalla raffinatezza narrativa de Il giocatore di Dostoevskij al disturbo compulsivo della dipendenza da slot machine.

Al Centro di terapia per ex giocatori d’azzardo di Campoformido (UD) lo psicoterapeuta Rolando De Luca dal 1993 studia e cura il fenomeno della dipendenza dal gioco. Lo sentiamo parlare di giocatori in gravi difficoltà economiche, affetti da depressione, fortemente sostenuti dalle famiglie nella loro lotta contro la ludopatia. Attraverso le parole di chi ha vinto la propria battaglia contro una delle dipendenze più logoranti dei nostri tempi scopriamo i meccanismi dietro il disturbo, la vergogna e le difficoltà degli ex giocatori e dei loro cari, schiavi di lotterie, sale bingo, slot machine e video poker.

Tutti strumenti legali e di cui dall’alto si incentiva l’abuso.

De Luca insieme al sociologo Maurizio Fiasco non esitano ad accusare lo Stato Italiano del proliferare del gioco d’azzardo all’inizio degli anni ’90, quando venne utilizzato come strumento per incrementare le entrate statali e uscire dalla recessione economica (“In Italia il gioco d’azzardo è la terza industria, dopo ENI e FIAT”).

Interessante è la riflessione di Fiasco sull’evoluzione del gioco d’azzardo nel corso dei secoli, da copione drammatico per un’élite di gentiluomini attorno a un tavolo, a bombardamento neurologico da parte delle “macchinette” onnipresenti in ogni contesto del quotidiano, in cui i rapporti interpersonali sono ridotti a zero in favore di una totale interazione con uno schermo. Le stesse grafiche che animano le slot machine volutamente infantili, coloratissime, luminose e bidimensionali secondo Fiasco producono un effetto irrealizzante, unite alle sale buie, simili a bunker, in cui solitamente sono inserite come unica fonte luminosa.

Le sale da gioco/bunker però non si vedono. Molte interviste agli ex giocatori si svolgono all’aperto, come a indicare una rinascita e una vera e propria uscita da un mondo logorante. L’unico personaggio avvolto dall’oscurità è il lettore al leggio dell’opera di Dostoevskij. Appunto, un personaggio, legato alla narrativa e alla finzione.

I veri ex giocatori stanno alla luce del sole, al fiume, sugli spalti di un campetto da calcio, a parlare con ritrovata serenità di come sono usciti dalla loro personalissima oscurità.
Zeroper è una precisa analisi di una vera e propria piaga sociale narrata con cura e sensibilità da Francesco Russo.