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Comunicato Stampa
“Il gioco è bello quando dura poco”
Nota della Consulta Nazionale Antiusura a margine del Convegno (17 Novembre, Aula dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio)
di Consulta Nazionale Antiusura
“Il gioco è bello quando dura poco (sic)” è lo slogan con cui ieri l’Onorevole Paola Binetti ha convocato nell'Aula dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio un pool di cervelli che si occupano a vario titolo del gioco d’azzardo. Stando al programma, vi ritroviamo dalla Presidente della Commissione bicamerale Antimafia, l’On. Rosy Bindi, a Giovanni Emilio Maggi, Vicepresidente di Sistema Gioco Italia. Praticamente un talk televisivo. Da par loro, Daniele Poto, referente di “Libera” per il gioco d'azzardo, ha illustrato la campagna “Mettiamoci in gioco” e Matteo Iori si è prodotto in riflessioni sul gambling. Constatiamo che il Protocollo d’intesa siglato tra “Mettiamoci in Gioco” e Confindustria, nonostante sia stato dichiarato lettera morta, è vivo e produce i suoi effetti. Così come produrrà le sue certe e nefaste conseguenze, a partire dall’incremento del consumo di gioco d’azzardo per il nostro Paese.
In questo crogiolo di idee si discute con Onorevoli di vari partiti ed esponenti governativi, sul tema: “Una legge necessaria – Iter del Ddl”.
La Consulta Nazionale Antiusura [, le associazioni ALEA, AND e AGITA di Campoformido, la Caritas Romana] esprimono tutto il suo più reciso dissenso a un approdo legislativo sul gioco d’azzardo fatto con queste premesse. Lo esclude fin dal titolo che è stato scelto per l’incontro di ieri. “Il gioco è bello quando dura poco” ascrive l'azzardo, legittimandolo anche istituzionalmente, nel novero dei giochi dell'infanzia, attribuendogli l'innocenza - dal latino: la capacità di non nuocere - che nella realtà il denaro nell'alea non possiede.
Che un’operazione tanto speciosa e che un simile equivoco – calcolato: si veda la manomissione delle parole che doveva fungere da salvacondotto al Protocollo siglato tra “Mettiamoci in Gioco” e Sistema Gioco Italia – vengano mossi da parte di esponenti delle Istituzioni democratiche e da rappresentanti delle associazioni, conferirà ulteriore legittimazione al consumo d’azzardo per chi già è un giocatore problematico. Costui verrà oltremodo indotto a sentire la propria abitudine come una scelta che non ha conseguenze né pericolose, né tantomeno dannose, e a vivere l'attività dell'azzardo come ludica, evocatrice del mondo dell'infanzia; insomma: gioiosa.
Come diceva Ennio Flaiano: “In Italia la situazione è grave ma non è seria”. Stando così le cose, ce la sentiamo davvero di far tutelare i nostri fanciulli dalle suggestioni del mondo dell’azzardo consegnandoli a chi, su questa materia, utilizza tanto imp(r)udentemente il lessico, saccheggiandolo finanche da quello famigliare?
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