A Campoformido c’è un piccolo centro per la cura del gioco d’azzardo che regala risultati strepitosi: una macchina perfetta che funziona ormai da una decina d’anni con un tasso di guarigione del 90 per cento. Oggi, delle 250 persone in cura, appena l’uno per cento èè disoccupato. “Un risultato senza precedent – assicura il coordinator e psicoterapeuta Rolando De Luca – perchè accompagniamo le persone a 360 gradi, non le lasciamo sole e facciamo in modo che non cadano nella depression, anche quando cercano un lavoro”. Proprio Campoformido domain alle 20:30, tiene a battesimo il libro “L’azzardo del gioco”.
Ma quale è l’identikit dei giocatori che si rivolgono a Campoformido? I maschi hanno tra I 30 e 50 anni, hanno un diploma di scuola superior e nella maggior parte dei casi sono sposati e hanno un lavoro dipendente. La loro malattia è legata soprattutto alle nuove slot machine (gli ex video poker). Il 97 percento partecipa alle sedute di terapia con un familiar, mentre il 23 per cento dei partecipanti ai gruppi di terapia è costituito da familiari che frequentano le sedute senza il parente malato. Discorso diverso meritano invece le donne malate di gioco, molto più restie a chiedere aiuto: si tratta in tutto del 14 per cento del totale e statisticamente hanno un’età piu elevate, tra I 50 e il 60 anni. Negli ultimi tre anni nessuno ha lasciato la terapia e il 90 per cento dei giocatori che partecipa e che ha partecipato alle sedute non gioco più d’azzardo. Il restante 10 per cento, pur continuando a frequentare la terapia, gioca ma in misura assolutamente ridotta e contenuta. Per quanto riguarda I risultati invece di chi dalla terapia è già uscito (dopo molti anni), si parla di un totale di oltre 200 persone, fra giocatori e familiari. Tra questi soltanto due sono tornati ai sintomi originari.
Il metodo di Campoformido per curare I malati d’azzardo ha già fatto scuola in Sardegna, a Olbia, e or ail metodo è stato presentato anche in Spagna e in Argentina. Un’esperienza raccontata anche nel libro L’azzardo del gioco, curato da Cristina Bertogna e Rodolfo Picciulin. “Il testo parla dell’azzardo dal punto di vista psicanalitico – spiega De Luca -. In qualche modo prima si fa un cappello sull’azzardo spiegando cos’è il gioco, poi si esplicita l’esperienza di Campoformido. Quindi si passa a un’esperienza pubblica, con il Sert ti Trieste. E poi c’è un capitol più general sul gioco , messo in relazione con l’azzardo”.
Alla serata – moderata dal capocronista del Messaggero Veneto, Paolo Monsanghini – intervengono Monica Bertolini, sindaco di Campoformido, Giuseppe Graffi Brunoro president della Banca di Credito Cooperativo del Friuli Centrale, Adriano Valvasori president dell’Agita di Campoformido (Associazione ex giocatori d’azzardo e loro famiglie). Introduce I lavori Manuela Celotti, responsabile dell’Osservatorio delle povertà della Caritas Diocesana di Udine. Saranno presenti gli autori Cristina Bertogna, Rodolfo Picciulin, assieme aglli psicoterapeuti Alessandro Vegliach, Giuliana Mozzon e Rolando De Luca.