| |
Redattore Sociale
14 dicembre 2001
Gioco d'azzardo
Bingo, le esperienze degli altri Paesi e il radicamento in Italia. Fasce deboli a rischio
LA SITUAZIONE già indicativa in cui versa il nostro Paese in quanto a predisposizione alla "giocata" provoca un certo sussulto quando si pensa al tentativo, messo in pratica dai promotori del Bingo, di trasformare gli italiani in un popolo di giocatori. Per Maurizio Fiasco, consulente della Commissione Antimafia, si tratta di una "operazione intrusiva, che mira a creare un'abitudine al gioco". Le fasce che si tenderebbe a coinvolgere sono quelle delle casalinghe, dei disoccupati, dei pensionati (vedi nel lancio successivo l'intervista a Fiasco). Tra l'altro una ricerca condotta dallo stesso Fiasco rivela che l'impegno autorizzato di denaro da parte degli italiani per le scommesse, gioco d'azzardo e lotterie è cresciuto negli ultimi 4 anni, passando da 12.100 a 35.000 miliardi di lire. Tenuto conto anche del gioco illegale, la cifra impiegata dagli italiani nel 2000 si aggira attorno ai 63.000 miliardi di lire. Adesso l'apertura in Italia di circa 800 sale Bingo fa sorgere anche nel nostro Paese degli interrogativi. I dati prodotti dagli studi e dalle ricerche (in particolare in Spagna) fanno prevedere infatti che non solo i giocatori "problematici" si riverseranno nelle sale ma crescerà ulteriormente anche il numero complessivo dei giocatori dipendenti. E ad essere colpite potrebbero essere in maniera particolare le cosiddette fasce deboli, quelle psicologicamente più vulnerabili. Sull'onda delle esperienze di Olanda e Svizzera, alcuni operatori indicano la necessità di avviare delle iniziative tese a favorire una positiva cultura del gioco, un "gioco responsabile", volto a promuovere forme adeguate di attività ludica e a prevenire nel contempo quelle eccessive e distorte.<BR< 24. Ed ancora: Avviare iniziative di aggiornamento per gli operatori dei Sert, già impegnati in ambiti simili; creazione di gruppi di auto-aiuto (giocatori anonimi), sulla scorta di quanto già esiste a Campoformido (A.Gi.Ta. - Associazione degli ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie), Trento, Verona e Reggio Emilia. Non vanno dimenticate anche attività formative per gli operatori del settore Bingo, finalizzate a prevenire e limitare le forme di gioco compulsivo e problematico e a mettere in atto una politica di gioco responsabile, attraverso l'acquisizione di competenze da parte proprio degli operatori delle sale Bingo. Gli operatori dovrebbero individuare il giocatore problematico o patologico e "agganciarlo", ponendo in essere i primi interventi dissuasivi. Altrettanto importante è la distribuzione, nei locali adibiti a sale da gioco, di materiale informativo e l'auto somministrazione di test.
|