CAMPOFORMIDO (Udine) - Rolando De Luca, psicologo e psicoterapeuta, è il responsabile dei gruppi terapia per giocatori d'azzardo di Campoformido, gruppi che in questo momento vedono la presenza di circa 150 giocatori. Da questi gruppi nasce Agita, l'associazione degli ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie. De Luca ha iniziato ad occuparsi di gioco d'azzardo nel '94, dopo che un suo ex compagno di scuola si era tolto la vita. Anni di lavoro e di terapia, attento alle tendenze e alle varie forme di dipendenze. Nel giugno scorso l'Agita ha organizzato un convegno interamente dedicato al Bingo, alla sua diffusione sul territorio nazionale e alle possibili, negative conseguenze sociali del fenomeno. Proprio con De Luca, alla vigilia dal secondo incontro di auto-aiuto e terapia per i giocatori (15 dicembre), siamo tornati sull'argomento.


"Il convegno del 15 giugno, in collaborazione con la Caritas, è stato importantissimo. Attraverso il confronto con operatori giunti dagli altri Paesi e di testimonianze di giocatori, sono stati affrontati tutti gli aspetti del Bingo. Dico subito che noi lavoriamo a livello scientifico, non vendiamo sogni in cambio di contanti! E nelle ricerche effettuate abbiamo visto che begli Usa, in Canada, in Gran Bretagna, in Spagna e in Argentina il 10% di chi entra in una sala Bingo diventa giocatore patologico. In Italia nelle Sale Bingo a pieno regime, cioè quando tutte le novecento sale saranno aperte, entrerà ogni giorno un milione di persone. E non sono cifre sovrastimate. Per cui il problema si porrà anche da noi. Ed è un problema di chi, sia esso lo Stato o un privato, vende questi sogni in cambio di contanti e non può pensare che solo con qualche piccolo intervento si risolvano questi problemi. E la sintesi è stata chiara, avendo affrontato il problema anche dal punto di vista economico. Il concetto è questo: creare dei posti di lavoro con un prezzo così alto non è un'attività imprenditoriale ma è una pura e semplice follia. Nessun imprenditore per creare 15mila posti (tanti se ne dovrebbero creare con le varie sale Bingo in Italia, ndr) andrebbe a fare una tassazione regressiva sul reddito, sui pensionati e le casalinghe, di 15/20mila miliardi. Detto questo, abbiamo anche dimostrato che più aumenta in Italia il gioco legale, più aumenta quello illegale".


De Luca continua nella sua requisitoria: "Il fatto è che chi vende gioco d'azzardo di queste cose non vuol sentire parlare. Si dice che chi gioca al Bingo socializza. Beh, si vada a vedere nelle sale Bingo se si socializza: in realtà non si parla nemmeno. Si vada a vedere, allo stesso modo, nei casinò quanti parlano tra di loro: nessuno. Sono tutti luoghi comuni. Io queste cose le dico perché giro e osservo. Ma se uno non è attento… Sa dove uno non "troverà" mai un giocatore d'azzardo? In un casinò! Vada lì e chieda a quelli che buttano in una sera qualche centinaia di milioni: "Scusi lei è un giocatore?". Le risponderanno di 'no'. Quando c'è la dipendenza c'è la negazione, con la persona che pensa di non avere problemi, di sapersi controllare. Poi noi raccogliamo gli sfoghi e le richieste di aiuto delle famiglie, che ci chiamano per disastri economici e affettivi, con ripercussioni fino alla terza generazione, giovani che lasciano gli studi ecc… Insomma, come in tutte le dipendenze ci sono dei danni. Ma nessuno dice niente! Un esempio: se sulla strada vicino a casa sua, in curva, ogni 100 macchine che passano dieci vanno fuori strada, io credo che dire di mettere dei segnali e chiedere di intervenire non sia assurdo e non significhi essere contro il traffico. E' un'opera di prevenzione. Stessa cosa per il gioco d'azzardo e per il Bingo. Noi che abbiamo coinvolto diverse amministrazioni comunali, un minimo di sensibilizzazione l'abbiamo ottenuta. Ma se va in giro per l'Italia le diranno che il Bingo è una tombola, che è un gioco che socializza, che non crea problemi. E' evidente che laddove si fa un'azione di informazione forte si ottengono dei risultati, in caso contrario si continua a vendere sogni in cambio di contanti".


"Entro poco tempo apriranno in Italia le 420 sale che hanno già avuto l'autorizzazione del Ministero e che costituiscono la prima tranche delle circa 800 complessive previste - conclude De Luca - Ciò vuol dire che entro breve circa mezzo milione di persone giocheranno quotidianamente. Ovviamente molti saranno sempre gli stessi, è bene precisarlo per non ingigantire il problema".