«Con il gioco d’azzardo, centinaia di migliaia di famiglie italiane sono state devastate e molte altre rischiano di esserlo in futuro. Dietro le cifre enormi del mercato ci sono sofferenze, indebitamenti, relazioni distrutte e vite segnate». È la denuncia dell’associazione “Agita” (Associazione degli ex Giocatori d’Azzardo e delle loro Famiglie), che dal 2000 richiama l’attenzione sull’emergenza e che oggi, con dieci gruppi attivi tra Campoformido e Faedis e oltre 13 mila sedute realizzate, offre sostegno alle persone cadute nella spirale dell’azzardo e ai loro familiari.
Insieme ad “And” (Azzardo e Nuove Dipendenze Aps), attiva nel Varesotto, e al “Gruppo Logos” (Associazione Famiglie in Gioco) di Salerno, tra le prime realtà italiane nate all’inizio degli anni Duemila per contrastare il fenomeno e sostenere le famiglie coinvolte, “Agita” ha lanciato una raccolta firme nazionale per chiedere l’abolizione del gioco d’azzardo in Italia.
«I governi di ogni colore hanno promesso interventi, regolamentazioni e cambiamenti, ma il risultato è sotto gli occhi di tutti: il gioco d’azzardo è cresciuto rapidamente e senza sosta», affermano le tre associazioni. E i numeri, secondo i promotori della petizione, confermano la dimensione raggiunta dal fenomeno: «Nel 2026, secondo le proiezioni, in Italia si arriverà a una raccolta superiore ai 180 miliardi di euro. Una cifra stratosferica, che dovrebbe far riflettere chiunque e porre fine a qualunque discussione sulla dimensione raggiunta dal fenomeno». Da qui l’appello: «È arrivato il momento di dire basta».
A farsi portavoce in prima persona della petizione nazionale è il friulano Rolando De Luca, psicologo e psicoterapeuta, tra i massimi esperti italiani nel campo della dipendenza da gioco d’azzardo e fondatore del centro di terapia per ex giocatori “Agita”.
«L’espansione dell’offerta dell’azzardo nel tempo non è qualcosa di casuale – osserva De Luca –, ma il risultato di una lunga successione di scelte legislative e politiche». Dal 1994, spiega, «si è assistito a un progressivo ampliamento dell’offerta, attraverso l’introduzione, da parte dello Stato, di una moltitudine di giochi che hanno reso l’azzardo una presenza sempre più capillare, accessibile e pervasiva nella vita quotidiana dei cittadini, sia attraverso una rete fisica sempre più diffusa, sia attraverso le piattaforme online».
Da qui l’appello alla società civile: «Siamo arrivati a un punto in cui non è più possibile né temporeggiare né cercare compromessi. Non è più il momento delle mediazioni. La società civile deve avere il coraggio di chiedere una scelta chiara: avviare un percorso che conduca all’abolizione di tutte le forme di gioco d’azzardo nel nostro Paese, per tutelare la salute pubblica, le famiglie e il bene comune».
La petizione è disponibile al seguente link: https://c.org/LGHMSTjTDm . Per maggiori informazioni: www.sosazzardo.it, tel. 338 3945453.