Sono già 2.500 le firme raccolte su Change.org (https://www.change.org/p/noi-famiglie-vittime-dell-azzardo-chiediamo-di-abolirlo-in-italia) dalla petizione promossa dalle famiglie e dalle tre associazioni Agita – Associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie, And – Azzardo e nuove dipendenze Aps e Gruppo Logos – Associazione famiglie in gioco, che chiede l’abolizione del gioco d’azzardo in Italia.

“La raccolta è iniziata il 10 agosto e nasce dalla voce delle famiglie vittime dell’azzardo, che chiedono con forza che nel nostro Paese si affronti alla radice un fenomeno che ha provocato e continua a provocare sofferenza, indebitamento, relazioni distrutte e vite segnate – spiegano le tre associazioni -. Un risultato raggiunto quasi esclusivamente grazie all’impegno delle famiglie, dei volontari e delle tre associazioni, senza una significativa attenzione da parte dell’informazione nazionale”.

Il Sir, invece, da sempre attento alle problematiche legate all’azzardo, è tra i media che hanno rilanciato l’appello a firmare la petizione: https://www.agensir.it/quotidiano/2026/8/17/gioco-dazzardo-agita-and-e-gruppo-logos-al-via-una-raccolta-di-firme-nazionale-per-sua-abolizione-in-tutte-le-forme-per-tutelare-salute-pubblica-famiglie-e-bene-comune/.

Le tre associazioni precisano: “Non chiediamo alla stampa, alle televisioni, alle radio o alle forze politiche e sindacali di condividere necessariamente la nostra proposta. Chiediamo che se ne parli. Chiediamo che una questione di questa portata venga finalmente posta all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale. Nel 2026 la raccolta complessiva del gioco d’azzardo in Italia è destinata a superare i 180 miliardi di euro: una cifra enorme, dietro la quale ci sono anche le sofferenze e le difficoltà di centinaia di migliaia di famiglie”.

La posizione delle tre associazioni è chiara: “Non è più il momento delle mediazioni. È arrivato il momento di discutere apertamente dell’abolizione del gioco d’azzardo in Italia. Le 2.500 firme raccolte in meno di un mese dimostrano che questa domanda esiste nella società. E la raccolta continuerà. Continueremo a raccogliere firme anche in assenza di una vera attenzione dei grandi mezzi di comunicazione. Ma riteniamo che su un tema di questa portata il silenzio dell’informazione nazionale non possa essere la risposta”.
Di qui un appello a giornali, televisioni, radio, giornalisti, forze politiche e organizzazioni sindacali: “Date voce a questa iniziativa, informate i cittadini e aprite un confronto. Poi saranno i cittadini a decidere”.