Ogni italiano spende 600.000 lire l'anno per giocare legalmente, quindi ogni famiglia destina in media alla fortuna 1.600.000 lire. Quelli che tentano la fortuna sono 30 milioni, il 58% della popolazione adulta. Aumenta regolarmente anche la quota di denaro e di speranza che affidano al gioco. La fetta maggiore del mercato del gioco in Italia è quella del Lotto (copre il 55,5% dell'intera torta) seguito dal SuperEnalotto (il 17,4%). Nelle Casse dello Stato sono piovuti 4.680 miliardi nel 1996, 5.509 nel 1997, 7.397 nel '98 e 11.329 l'anno scorso: dati, questi, che peraltro non tengono conto degli introiti relativi ai giochi di intrattenimento automatico.


Secondo l'indagine campionaria svolta dall'Eurispes nel 2000: il guadagno, con il 32,6 % delle risposte, seguito dal divertimento con il 22,2% sono i principali motivi che spingono a tentare la fortuna. Nella fascia di età tra i 25 e i 44 anni si gioca soprattutto nella speranza di un guadagno (34,7%). L'abitudine invece, terza ragione per cui si gioca dopo guadagno e divertimento, ha il suo picco dopo i 64 anni (11,6%).

La variabile territorio
Geograficamente è al Centro che si riscontra la propensione maggiore al gioco (circa il 70% dei cittadini) mentre il Sud si caratterizza per una quota di giocatori di poco superiore al 60% della sua popolazione. Fanalino di coda è il Nord, dove è solamente una persona su due (per la precisione il 53%) a tentare la fortuna.