"Il gioco d'azzardo può rappresentare un'autentica malattia sociale".
A lanciare l'allarme è l'Agita, l'associazione degli ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie di Campoformido, riunitasi in assemblea. I partecipanti al convegno, con decisione unanime, hanno deciso di rivolgersi "alle massime autorità istituzionali" per mettere in risalto alcuni punti. Prima di tutto "il rilevante diffondersi di forme di gioco d'azzardo nelle società economicamente evolute, anche in modalità promosse dallo stesso governo. Quindi, l'urgenza di recepire l'indicazione dell'Oms che vede nel gioco d'azzardo compulsivo una forma morbosa chiaramente identificata e che, in assenza di misure idonee d'informazione e prevenzione, può rappresentare, a causa della sua diffusione, un'autentica malattia sociale".
Secondo l'Agita è necessario "esercitare un forte stimolo nei confronti delle autorità governative affinché riconoscano i potenziali di rischio collegato al diffondersi di tali comportamenti in fasce d'età tradizionalmente non esposte e favorire un insieme di azioni propositive tese a promuovere un'adeguata cultura del gioco che ne valorizzi le potenzialità senza sottovalutare le componenti di rischio attraverso campagne di informazione, sensibilizzazione e prevenzione da comportamenti inadeguati rivolti in modo particolare alla popolazione giovanile. Fondamentale, poi, una rete di referenti in ambito istituzionale, privato-sociale e libero professionale in grado di contenere aspetti problematici già evidenziati e che potrebbero ulteriormente crescere in prospettiva".
L'Agita, quindi, spinge per l'istituzione "o il potenziamento di un numero verde a livello nazionale che copra le 24 ore; numero coperto da professionisti in grado di dare assistenza telefonica a situzioni di difficoltà, informazioni corrette sul tema specifico, riferimenti ad altri numeri in sede locale collegati alla rete d'interventi di prevenzione e cura". Infine, ma non ultimo è importante "avviare iniziative di aggiornamento per operatori già impegnati in ambiti consimili per dare risposta in tempi brevi anche a queste nuove forme di abuso e stimolare iniziative di aggiornamento destinate agli operatori delle agenzie di gioco (casinò, tabaccherie, ricevitorie, bar, sale giochi) affinché possano intervenire in prima istanza nel contenimento delle forme autodistruttive di gioco, coerentemente alla filosofia del "gioco responsabile" già adottata con successo in altri paesi europei, anche con il sostegno degli stessi gestori delle attività di gioco".
Per il concreto e sollecito avvio di tale programma, Agita propone "la destinazione di un'adeguata quota dei fondi rappresentati dalle vincite non riscosse, unitamente a pari contributo da parte dei gestori di attività di gioco, ridistribuito in misura proporzionale al mercato nazionale di gioco rappresentato dai diversi gestori".