E il caro, vecchio gioco dei numeri su una cartella, quello con i fagioli per 'segnarli'. La tombola, insomma! E in attesa che anche da noi sbarchi definitivamente in versione terzo millennio, ecco che arriva uno studio che mette in luce gli effetti nefasti che potrebbe avere su alcune fasce di giocatori, quelli più "deboli": pare infatti che 1/10 dei patiti di cartella e numeri possa considerarsi a rischio di 'dipendenza'. E se si considera che nelle sale dedicate al gioco entreranno, fra breve, circa un milione di italiani al giorno, la cifra assume connotazioni a dir poco preoccupanti.
A lanciare lallarme è il dott. Rolando De Luca, psicologo, psicoterapeuta e responsabile del Centro di Terapia per Giocatori d'Azzardo di Campoformido (Udine). Lo specialista intervenuto durante la trasmissione 'On Off', su Sat 2000 - ha dichiarato che "le previsioni fatte in base ai dati provenienti dagli altri Paesi nei quali si sono diffuse le sale da gioco, e raffrontati con le rilevazioni sul bacino di utenti in Italia, ci permettono di indicare il numero dei soggetti a rischio. E' un dato allarmante del quale tutti devono essere al corrente, comprese le Istituzioni". Il rischio è insomma che questa patologia, definita come la dipendenza del futuro, scateni anche nel nostro paese, una vera e propria sindrome.
Secondo un recente sondaggio, sono infatti oltre 700 mila gli italiani colpiti dalla grave sindrome patologica del gioco d'azzardo ("Pathological gambling"). La sindrome da gioco è nei casi più gravi una patologia psichiatrica come la cleptomania. Gli psichiatri allarmati accusano le istituzioni di incrementare la cultura del gioco d'azzardo tramite i media e la televisione, mentre i gestori di videopoker e affini propongono ai legislatori una regolamentazione rigidissima. Lo Stato-esattore, una sorta di asso pigliatutto secondo i detrattori, da un lato infatti regolamenta e legifera per limitare lapertura di Sale da Gioco e Casinò sul territorio nazionale, dallaltro non fa che partorire nuovi giochi e lotterie, affidando alla perfida Dea Bendata, il compito di rimpinguare le casse eternamente vuote.
E il Bingo, e la conseguente vendita delle licenze per lautorizzazione allapertura delle sale da gioco, non rappresenta che lultima casella vuota del Ministero delle Finanze prima di fare Tombola
prima di svuotare le tasche di altre centinaia di migliaia di italiani. Previsione questa, che non tarderà, ahimè, a concretizzarsi: nella prima sala Bingo della penisola, inaugurata a Treviso, nei soli primi giorni di apertura si sono registrati 25.000 ingressi e vendute 270mila cartelle. Cinquina!