Chi dice tombola dice Napoli. Con tanto di terno, quaterna e Smorfia. Niente di più sbagliato, sempre che per tombola s'intenda quella elettronica, belle hostess, sale scintillanti e grandi lavagne luminose. Insomma, il Bingo. Che, almeno a giudicare dai primi pirotecnici debutti di questi giorni, dopo mesi di attesa e di grancassa, sembra un affare fatto apposta per il Profondo nord.

Lo dicono i numeri, innanzitutto. Quando qualche mese fa i Monopoli di Stato diedero il via libera alla gara per l'assegnazione delle licenze, dal nord piovvero sugli uffici di Roma ben 427 domande, il 40 per cento in più di quelle del centro, e quasi il doppio di quelle messe insieme nel Mezzogiorno. E quando poi sono state aperte le buste e tirate le fila il primato nordico è stato ampiamente confermato.

Alla fine, su 420 permessi concessi dallo Stato, quasi la metà, 200, sono stati distribuiti tra gli aspiranti del Profondo nord. Con alcune curiosità. La Lombardia e Milano la fanno naturalmente da padroni - rispettivamente con 76 e 30 assegnazioni - ma il Triveneto aprirà presto più sale della popolosissima Campania e tre volte quelle della Calabria. Città non certo grandi come Venezia o Verona, ma opulente, avranno da sole il doppio delle sale della Basilicata e insieme più di quelle di tutta la Sardegna o delle Marche. La florida Modena varrà da sola come tutta l'Umbria.

Anche nella corsa all'esordio il nord ha stracciato centro e sud che pure sono innamorati da sempre del lotto e delle carte. Treviso ha battuto tutti sul tempo: un'immensa sala di 1.500 metri quadri, 440 posti a sedere, bar, nursery e 30 dipendenti, distribuisce premi dal 10 novembre (si pagano solo la cinquina e il Bingo, cioè la tombola) e sta facendo da apripista ad altre cinque sale nella stessa Treviso e a un'altra trentina in Veneto. Subito dopo è toccato alla Green Park di Casinalbo di Formigine, Modena, che vanta finora il più alto montepremi pagato in una sola giornata: 13 milioni 867 mila lire. Poi è stata la volta di Cesenatico (800 metri quadri, 450 posti, otto maxi schermi e la supervisione di Federica Sacchi, giovane manager figlia di Arrigo), e quindi di Carpi e Bergamo. Prossimi appuntamenti: Cremona, Desenzano del Garda, Mantova.

Non si vince molto (in media, 1 milione per la tombola-bingo) e i 10 mila dipendenti incassano quassù dai quasi 2 milioni al mese dell'annunciatore, ai due e mezzo del cassiere; ma in compenso il giro d'affari si prevede alto. Gli esperti hanno calcolato che, con un'estrazione ogni 7-10 minuti, una cartella a 3 mila lire e 4-500 persone al giorno in ogni sala, è facile che gli imprenditori del nord che hanno scommesso sull'affare Bingo portino a casa in un anno quasi 500 miliardi. Sempre che non diventi febbre. Da gioco d'azzardo. Che potrebbe colpire migliaia di giocatori. Parola dell'allarmatissimo dottor Rolando De Luca, patron del Centro di terapia per giocatori d'azzardo. Con sede a Campoformido, Udine. Naturalmente, Profondo nord.