Come molte novità made in Usa, anche il gioco del Bingo ha attraversato l'oceano per giungere, con parecchio ritardo, fino a noi. Direttamente dagli States sono arrivati, assieme al Bingo, i riti e le tecniche che lo contraddistinguono: grandi locali da cinquecento persone, semplicità delle regole, costo della giocata abbordabile. Ogni giorno, presso le sale collocate strategicamente nelle zone più frequentate, si assiepano centinaia di persone che vogliono provare la tombola americana e assaporarne i guadagni. Alte le vincite, minima la puntata. Partite di circa venti minuti consentono di appagare qualche fortunato che fa cinquina o Bingo: non c'è gloria per ambo, terno o quaterna, piccole consolazioni apprezzate da provinciali come noi. Il Bingo è un diversivo che sembra piacere a molti: di pomeriggio, i templi consacrati a questo gioco sono presi d'assalto da attempate signore in pelliccia che li fanno assomigliare a sale da bridge, mentre la sera sono affollati da gruppi di ragazzetti grazie ai quali le sale da Bingo si trasformano in vere e proprie bische di periferia. Un fenomeno sociale destinato a durare o un fuoco di paglia che si spegnerà appena sarà cessato il fascino della novità? Le file davanti alle sale si accorceranno molto presto, assicura uno che preferirebbe piuttosto vederle allungarsi all'infinito. Interpellato dal VeLino, Mauro Talebi, il responsabile delle relazioni esterne dell'Anib (Associazione nazionale italiana Bingo), raffredda gli entusiasmi: "Ci sarà una distribuzione più omogenea delle sale, ma soprattutto il Bingo desterà meno curiosità. Diverrà un'alternativa al bar o al teatro, ma non provocherà più gli stessi deliri di oggi. Non dimentichiamo", fa notare Talebi, "che molte sale sono state inaugurate durante le festività natalizie, quando tutti gli italiani sono pervasi dal fuoco sacro della tombola. Passate le feste, il richiamo del Bingo è già diminuito". I primi a gioirne soni i responsabili di associazioni come l'Agita, alla quale aderiscono alcuni ex giocatori d'azzardo e i loro familiari. Rolando De Luca, responsabile dei gruppi terapeutici dell'Agita, non si accontenta delle caute previsioni sul decollo del Bingo: "Con 850 sale presto a disposizione in Italia, rischiamo di incrementare il fenomeno della dipendenza da gioco d'azzardo". Talebi replica che gli italiani non sono poi così suggestionabili e vulnerabili: inoltre, sottolinea il rappresentante dell'Anib, "le sale da Bingo rappresentano per giovani e anziani un luogo di aggregazione e socializzazione, oltre che un'opportunità di lavoro". Meglio investire i propri risparmi in qualche giocata a basso costo che regalarli a Wanna Marchi, aggiunge Talebi. La sua risposta più efficace ai timori espressi da De Luca rimane però l'ammissione che la Bingo-mania presto si placherà: l'Agita non si agiti, la febbre passerà.